(Teleborsa) - Equita è entrata nel 2026 con una view moderatamente positiva sui mercati azionari, supportata da un contesto macro complessivamente favorevole e da fondamentali in miglioramento. Secondo l'investment bank italiana, quest'anno c'è spazio per un ulteriore re-rating dei mercati europei, favorito da una crescita degli utili più diffusa, dalla riduzione dei principali rischi macro (minori tensioni geopolitiche) e dal progressivo allineamento dell'Europa agli USA sul ciclo di investimenti legato alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, in particolare nei settori dei semiconduttori, delle infrastrutture e dell'automazione.

Equita vede anche un upside aggiuntivo per l'Italia, grazie a multipli di partenza compressi (P/E 2026E a circa 13x), accelerazione attesa della crescita degli utili (+12%) e dividend yield elevato (circa 4,5%). "Le mid-small cap italiane appaiono particolarmente interessanti: sottovalutate a livello europeo, nel 2026 potrebbero beneficiare del Fondo Nazionale Strategico Indiretto, dell'effetto positivo del ciclo tedesco e di un contesto di prezzi dell'energia strutturalmente più bassi", si legge nell'analisi fimata da Luigi de Bellis, Co-Direttore Generale e Responsabile Ricerca di Equita.

La selezione best picks di Equita entrando nel 2026 per quanto riguarda il FTSE MIB è: BPER, DiaSorin, Enel, FinecoBank, Recordati e STM. Per quanto riguarda le mid-small caps: Danieli Risparmio, Intercos, Interpump, Lu-Ve, Moltiply, SeSa.

Il broker evidenzia che l'Italia rappresenta solo l'1% della capitalizzazione azionaria globale, ma ospita numerose aziende leader mondiali in settori tecnologici, industriali e di design, con forte internazionalizzazione e crescita degli utili tra le più elevate in Europa. Nonostante ciò, il mercato azionario italiano continua a essere valutato a multipli inferiori rispetto ad altri Paesi, anche per mid e small cap, riflettendo percezioni di rischio e caratteristiche strutturali più che i fondamentali. "Oggi - secondo de Bellis - con credibilità finanziaria migliorata, utili solidi e nuovi catalyst - come il Fondo Nazionale Strategico di CDP - l'Italia emerge come un mercato di qualità con multipli compressi, offrendo ancora un significativo potenziale di rivalutazione nonostante l'ottima performance del 2025".

A livello settoriale, Equita è complessivamente sovrappeso sui finanziari, sostenuti da fondamentali attesi solidi anche nel 2026, crescita delle commissioni e un margine d'interesse in moderata ripresa, con flussi di raccolta robusti. Tra i titoli preferiti segnala BPER, Intesa e Credem tra le banche tradizionali (settore a 11x P/E 2026E, dividend yield 7,5%), mentre nel risparmio gestito FinecoBank e Banca Mediolanum (mediana settore P/E 2026E 15,5x, dividend yield 5%). Il settore assicurativo (posizione neutrale) dovrebbe continuare a beneficiare di un'elevata visibilità sulla remunerazione degli azionisti e trend positivi: il comparto Vita dovrebbe beneficiare di una raccolta positiva e stabilizzazione dei tassi, mentre nel Danni sono attese condizioni di pricing positive e un rafforzamento dell'eccellenza tecnica e disciplina sottoscrittiva. I titoli preferiti sono Poste e Unipol. Negli specialty finance, la preferita è Banca Ifis.

Nel settore Utilities è neutrale: se da un lato riteniamo che il settore presenti opportunità interessanti nei segmenti infrastrutturali (reti energetiche, waste e water services) sostenute dall'elevato fabbisogno di investimenti e da un quadro regolatorio favorevole, dall'altro, i comparti merchant della power generation e retail restano esposti all'incertezza sull'evoluzione dei power prices nei prossimi 15-18 mesi, anche in considerazione dell'attesa maggiore disponibilità di flussi LNG a partire dal 2027, oltre a una competizione crescente nel retail. Pur riconoscendo il potenziale di domanda elettrica addizionale legato a AI e data center, pensa che tali dinamiche avranno un impatto tangibile solo a partire dal 2028. Inoltre, i recenti orientamenti governativi, focalizzati sul contenimento dei prezzi e sul ritorno al nucleare, potrebbero rallentare la penetrazione delle rinnovabili, con possibili ritardi nell'approvazione del decreto FER-Z, che viene stimato solo alla fine del 2026. All'interno del settore, vengono preferite Enel, Italgas e Hera tra le large cap e Acea tra le small cap. Nel settore Energy è leggermente sovrappeso, con una preferenza per titoli di qualità e con buona visibilità (Tenaris, Eni, Maire). Nel breve (1H26), l'aumento dei volumi OPEC+ e dei livelli di scorte rappresentano fattori di pressione per i prezzi del Brent, ma la produzione effettiva sotto quota segnala una spare capacity più ridotta del previsto, supportando lo scenario nel medio termine. Il recente ripensamento della IEA sulla crescita della domanda nel medio/lungo termine potrebbe segnare un punto di svolta nella narrativa del settore (peak oil), riaprendo spazio a un re-rating settoriale, attualmente sconto del circa 20% sullo STOXX600. I fondamentali suggeriscono prezzi deboli, ma sono già in buona parte scontati dal mercato. Invece, l'oversupply sul gas LNG dal 2H26 può essere un fattore di rischio più significativo. Geopolitica e solidi margini di raffinazione restano fattori di supporto nel breve termine.

Equita resta neutrale sul settore lusso, dove l'atteso miglioramento sequenziale della crescita presenta ancora degli elementi di incertezza ed è già ben prezzato dal mercato. Stima una crescita aggregata del 5,6% nel FY26 (consensus +5,2%) da -1% del FY25, ipotizzando una leggera accelerazione della spesa americana (già principale driver di crescita dell'anno passato) e un deciso recupero della spesa cinese (in calo HSD nel FY25 e attesa stabilizzarsi nel FY26). Il settore tratta con un P/E adj. mediano di 2026-27 di circa 25x-23x 2026-27 (vs. 23,8x media storica 12m fwd) e con un premio rispetto al mercato del 65% (vs. 68% medio storico), valutazioni già piene e non particolarmente attraenti a nostro avviso in attesa di maggiore visibilità sulla forte riaccelerazione implicita nelle stime 2026. Tra i titoli preferiti segnala Moncler e Brunello Cucinelli, le cui valutazioni risultano tra l'altro a sconto rispetto alle medie storiche. Nel settore industriale mantiene un approccio selettivo, privilegiando società con un'elevata esposizione agli investimenti infrastrutturali e una presenza significativa sia negli USA, che beneficiano del ciclo di allentamento monetario della FED, sia in Europa, anche in relazione ai temi della ricostruzione post-bellica (Buzzi, Webuild). Inoltre, preferisce titoli con maggiore resilienza operativa, visibilità o che possono beneficiare di un recupero ciclico (Interpump, Brembo e Danieli Risp.).

Nel settore tecnologico, il posizionamento è costruttivo. Il 2025 è stato caratterizzato da continue revisioni al rialzo degli investimenti in data center, con benefici concentrati soprattutto sugli hyperscalers (dominatori della tecnologia) e sui player maggiormente esposti all'infrastruttura AI. Il 2026 dovrebbe invece segnare una fase di maggiore selettività del mercato, che guarderà con maggiore spirito critico la capacità di finanziare e realizzare gli investimenti annunciati e vorrà cominciare a verificare il successo dei progetti di monetizzazione dell'AI, sia nel mondo consumer (e.g. penetrazione degli smart glasses, ciclo di rinnovo di smartphones/PC con funzionalità AI) che corporate. Sarà inoltre l'anno in cui il mercato inizierà a valutare se la sottoperformance dei titoli percepiti come potenziali "AI loser" sia effettivamente giustificata. Dopo la forte performance del 2025, il posizionamento si concentra su: 1) AI build-out con valutazioni ancora interessanti (Lu-Ve); 2) AI adoption, sia nel consumer (Essilor Luxottica per smart glasses, STM per smartphone), sia presso large corporates (Reply) e PMI (Sesa); 3) Recupero dei "perceived AI loser", che ritiene ingiustamente penalizzati nel 2025 (Reply, Moltiply).

Nel settore difesa, ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle modalità di conclusione del conflitto in Ucraina, tutti i paesi europei aumenteranno la spesa militare ai fini di deterrenza e alla luce degli accordi NATO per portare la spesa militare al 3.5% del PIL entro il 2035. Il titolo preferito resta Leonardo.

Infine, è sovrappeso nel settore Healthcare (Recordati, Amplifon, Diasorin): nel 2025 il settore ha risentito di diverse dinamiche sfavorevoli, tra cui i tagli del budget del sistema sanitario USA, l'estensione del modello VBP (Value-Based Procurement) in Cina, l'introduzione di dazi commerciali e la significativa svalutazione del dollaro. Nonostante ciò, il comparto ha registrato tassi di crescita organica del fatturato positivi (+4% nel 2024 e +5% nel 2025) e si pensa che nei prossimi trimestri possa recuperare almeno parzialmente gli effetti negativi subiti. La debole performance del med-tech negli ultimi anni ha determinato un significativo de-rating del settore, che tratta ora nella parte bassa del trading range degli ultimi 20 anni rispetto al mercato azionario nel suo complesso, offrendo interessanti opportunità d'investimento.