(Teleborsa) - Nell'ambito di un'indagine della Procura di Roma nei confronti del presidente del Garante della Privacy Pasquale Stanzione e degli altri membri del collegio – con reati ipotizzati di peculato e corruzione – a Roma la Guardia di Finanza sta effettuando delle perquisizioni nella sede dell'Autorità. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. È l'ultimo atto dello scontro tra Report e l'Autorità che ha accesso il dibattito negli ultimi mesi. La miccia si è accesa il 23 ottobre scorso con la notifica di una sanzione di 150 mila euro alla Rai per la diffusione da parte di Report dell'audio tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, in merito alla vicenda con protagonista l'ex ministro e Maria Rosaria Boccia.
Nelle 16 pagine del decreto di perquisizione notificato dalla Guardia di finanza di Roma ai membri dell'Autorità Garante si contestano
reati in concorso e continuati fino al dicembre 2025, perché "in quanto pubblici ufficiali membri del Collegio dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, avendo in ragione del loro ufficio denaro pubblico, se ne appropriavano, attraverso la richiesta di rimborsi per spese con finalità estranee all'esercizio di mandato, per un importo complessivo in fase di quantificazione".
Nel dettaglio, i costi di rappresentanza e gestione, a fronte di una spesa marginale nel 2021 (poco superiore a 20 mila euro), avrebbero registrato un incremento significativo a partire dal 2022, raggiungendo nel 2024 circa 400mila euro annui, a fronte dell'innalzamento del tetto di spesa autorizzato dal Collegio nel 2020 da 3.500 euro a 5mila euro''. Dall'esame ''dei bilanci consuntivi acquisiti sul sito istituzionale del Gpdp'' emerge ''nel periodo 2021 - 2024, un incremento significativo delle voci riconducibili alle spese per organi e incarichi istituzionali dell'Autorità e alle spese di rappresentanza. Nello specifico, la voce relativa agli organi e incarichi istituzionali registra una crescita progressiva, che nel solo anno 2024 avrebbe raggiunto, passando da circa 851 mila euro nel 2021, l'importo complessivo di 1.247.000 euro, in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria cinque stelle, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona''.
Sotto la lente della Guardia di finanza anche le missioni istituzionali all'estero. Il costo ufficialmente comunicato del G7 di Tokyo (2023), –si legge nel decreto – sarebbe stato di 34mila euro, ma, secondo fonti interne e documentazione informale, avrebbe superato gli 80mila euro, di cui 40mila destinati ai soli voli. Analoga situazione si sarebbe verificata in occasione delle missioni in Georgia (Batumi) e in Canada. Ai componenti del Collegio viene contestato di aver viaggiato in business class, pur in assenza dei presupposti previsti dalla pertinente regolamentazione.
Tra le accuse contestate ai pubblici ufficiali anche favoritismi alla società Ita Airways in cambio di alcune tessere "Volare Classe Executive", del valore di 6 mila euro ciascuna. Nel capo di imputazione in cui si contesta la corruzione, si afferma che gli indagati "in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale – si legge – per altro il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt'ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere "Volare". Per quanto riguarda le accuse di peculato, i magistrati di Roma contestano, inoltre, agli indagati di avere "utilizzato l'auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica".
Nel decreto di perquisizione si riporta anche la procedura sulla ''sanzione irrogata nei confronti della società Meta in relazione all'immissione in commercio dei smartglasses, dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy, tanto dei detentori quanto dei terzi''. Nell'atto si ricorda che ''la sanzione, inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela''. Secondo i pm capitolini ''è necessario comprendere in che termini su tale vicenda abbia avuto impatto la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza (componente del collegio e indagato, ndr) degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all'argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società''.
Garante Privacy: Stanzione e membri indagati per corruzione e peculato
Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede in seguito allo scontro con Report
15 gennaio 2026 - 13.47