(Teleborsa) - Le visite del fuori casa (ovvero chi attraversa la porta di un esercizio pubblico) sono ancora sotto i livelli 2019 (15 miliardi, -4,2%) ma la spesa complessiva cresce (71 miliardi di euro, +12%) con un prezzo medio dello scontrino di 4,74 euro (+17%), anche a causa dell’inflazione: è uno dei dati emersi dal talk ‘Stato dell’arte dei consumi fuori casa in Italia’ organizzato da Circana a SIGEP World, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group e in corso alla fiera di Rimini fino a martedì 20 gennaio.

Secondo Matteo Figura (direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana) nel complesso i numeri restano di alto valore: nell’ultimo anno gli italiani hanno speso 154 miliardi in cibo e bevande, con il fuori casa stabile a rappresentare il 46% della spesa totale mentre quella ‘interna’ (supermercati) rappresenta il 54% con 84 miliardi di euro a valore. Infine, dopo i fast food le gelaterie sono la categoria con la maggior crescita per le visite rispetto al 2024, mentre i prodotti da forno, caffè e pizza sono quelli più in salute, a testimoniare
anche l’importanza della colazione come momento preferito di consumo degli italiani.

In ogni caso il consumatore italiano entra nel 2026 con margini di spesa compressi a causa di stipendi bassi, incertezza per il contesto geopolitico internazionale e rincari sui beni essenziali. La preoccupazione principale per il 71% resta il costo della vita e il potere d’acquisto; aumenta anche l’ansia legata alle azioni del governo USA: a ottobre il 57% si riteneva preoccupato, contro un 30% scarso dello scorso gennaio; inoltre il 51% degli intervistati ritiene che i dazi faranno crescere ancora i prezzi nei ristoranti.