(Teleborsa) - Nel 2025 il settore delle costruzioni segna una "lieve flessione" degli investimenti dell'1,1%. Un dato, tuttavia, molto inferiore alle attese che erano del -7%. Una flessione dovuta principalmente al calo dell'edilizia abitativa (-15,6%) ma compensata dalla forte spinta delle opere pubbliche trainate dal Pnrr (+21%). È quanto emerge dall'osservatorio congiunturale 2026 dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili.
Nelle previsioni per il 2026, gli investimenti tornano positivi (+5,6%) con l'ultimo miglio del piano nazionale di ripresa e resilienza che "traina il comparto". Oltre alla spinta delle opere pubbliche (+12%), si prevede una crescita anche della riqualificazione abitativa grazie alla proroga degli incentivi fiscali (+3,5%).
"Il Pnrr è sotto tutti i punti di vista una stagione di efficienza che non dobbiamo disperdere, dove il nostro Paese – ha commentato il vicepresidente Ance per il Centro Studi, Piero Petrucco – non solo è riuscito a spendere di più e più velocemente ma ha speso meglio, raggiungendo obiettivi e innovando i processi. Un modello virtuoso che ha contagiato tutti: amministrazioni pubbliche, come i Comuni che hanno registrato performance di spesa inimmaginabili fino a poco tempo fa, ma anche le grandi stazioni appaltanti e le imprese che hanno dimostrato grande capacità realizzativa. Grazie al Pnrr, infatti, le imprese strutturate e con più qualità hanno trovato più spazio e si sono rafforzate sotto il profilo dimensionale e della redditività riducendo l'indebitamento, dimostrando così di aver operato con responsabilità e maturità finanziaria".
Le costruzioni hanno creato 350mila nuovi posti di lavoro in Italia, il 20% dell'aumento dei lavoratori dell'intera economia tra il 2020 e il 2025. Sono state "motore del Pil e dell'occupazione", realizzando strade, ponti, scuole, ospedali, reti idriche ed energetiche. Anche nei primi nove mesi del 2025 è cresciuta il numero delle ore lavorate (+1,4%) e dei lavoratori iscritta alla cassa edile (+3%).
Oltre la metà dei fondi spesi del Pnrr, 101,3 miliardi di euro, riguarda le costruzioni. Nell'ultimo anno la spesa si è rafforzata e ha raggiunto circa 3,4 miliardi al mese. Sono aperti quasi 16mila cantieri e due terzi di questi si avviano alla conclusione o sono in fase avanzata. Il 70% di quelli non avviati riguarda, secondo l'Ance, piccoli lavori con tempi di realizzazione più brevi. L'associazione spiega che "occorre ora garantire il regolare completamento delle opere in corso di realizzazione". Ammontano a 15 miliardi le risorse Pnrr del settore che potranno essere spese oltre giugno 2026, secondo le regole del piano e gli strumenti di flessibilità previsti. L'accelerazione della spesa ha riguardato in particolare i Comuni (+15% rispetto al 2024). Rfi ha investito un miliardo in più rispetto all'anno precedente fino a 11 miliardi nel 2025 (secondo le previsioni indicate nell'osservatorio) e l'Anas il 15% in più nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il Pnrr – rileva l'associazione dei costruttori – ha portato a una stagione di efficienza che ha contagiato tutto, comuni, stazioni appaltanti e imprese. Le 5600 aziende attive nei cantieri Pnrr hanno registrato una crescita dimensionale e un aumento della produttività: il numero dei loro dipendenti è aumentato del 67% rispetto al 2017.
Ance, investimenti in costruzioni in calo nel 2025 (-1,1%). Nel 2026 +5,6%
Dati superiori alle attese. Quasi 16 mila cantieri Pnrr aperti, 2 su 3 avviati alla fine: +350 mila posti di lavoro nelle costruzioni
20 gennaio 2026 - 15.44