(Teleborsa) - Le minacce di Donald Trump sono "un film che abbiamo già visto. Quello che è più importante dei dazi è l'aumento dell'incertezza, che è tornata". È quanto ha affermato la presidente della Bce Christine Lagarde in un'intervista alla Cnn.
"Se guardo oggi alla relazione tra Stati Uniti ed Europa, siamo passati da dazi medi intorno al 2% poco più di un anno fa a circa il 12 e qualcosa di media nell'area euro. E con le minacce che incombono, potremmo salire verso un 15% medio, pur con forti differenze tra settori – ha detto sempre la presidente della Bce durante un panel del Forum economico mondiale sulle analogie fra l'attuale decennio e gli anni '20 del Novecento –. Se il 96% di questo costo ricade sul consumatore e sull'importatore statunitense, non mi sembra affatto un buon risultato, soprattutto dal punto di vista dell'inflazione. Credo quindi che sia necessario analizzare a fondo le conseguenze: quali sono gli effetti di spillover, quale l'impatto sull'inflazione e in che modo ne risente la crescita".
Di fronte alla postura adottata da Donald Trump nei confronti dell'Europa, i leader europei devono "indicare quali strumenti abbiamo a disposizione, mostrare determinazione collettiva, essere uniti: questa è la postura europea necessaria – ha, poi, detto Lagarde in un'intervista alla radio francese Rtl a margine del Forum economico mondiale –. Poi, quando i partner si siedono attorno al tavolo e quando il presidente Trump avrà ridefinito la sua posizione questo pomeriggio a Davos, ciò permetterà agli europei di decidere cosa fare insieme. Per me, ciò che è fondamentale è l'unità e la determinazione"
"Si tratterà di capire – ha aggiunto – se si andrà verso una cooperazione limitata, una cooperazione ampia, oppure verso un meccanismo di multi-polarizzazione completa, in cui ognuno procede in modo non concertato e non equilibrato. E se si ridefiniscono gli equilibri mondiali. Questa è la vera domanda". Alla domanda se gli Stati Uniti siano ancora nostri alleati o piuttosto nostri avversari, Lagarde ha risposto "si comportano in modo molto strano per degli alleati. Quando si è alleati nell'ambito del Trattato dell'Atlantico del Nord, quando lo si è stati per decenni e si è partecipato alla storia reciproca, minacciare di appropriarsi di un territorio che chiaramente non è in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie e di altro tipo sul commercio internazionale non è davvero un comportamento molto alleato".
Lagarde ha affermato che a Davos non incontrerà Trump personalmente. Quanto al livello di preoccupazione per la situazione, in particolare la Groenlandia, "sono in allerta. Attualmente, – ha detto – sul piano monetario ed economico, abbiamo una buona posizione. Sul piano monetario certamente: l'inflazione è sotto controllo, il tasso d'interesse è al 2%. Questa posizione è buona. Sul piano economico possiamo fare meglio, sulla produttività possiamo fare meglio, sulla gestione delle finanze pubbliche dobbiamo assolutamente fare meglio. Ciò che mi preoccupa è la messa in discussione di questi risultati, di cui abbiamo motivo di essere piuttosto soddisfatti, a causa dell'incertezza che Donald Trump fa pesare sul mondo".
Lagarde ha concluso dicendo che "ciò che fa Donald Trump mette anche a rischio l'economia americana e, alla fine, forse la ragione gli verrà ricordata dagli stessi Stati Uniti, perché giocando così con l'equilibrio del mondo indebolisce anzitutto l'economia americana".
Lagarde: "Con minacce Trump l'incertezza è tornata"
La presidente della Bce: "Dazi potrebbero salire verso un 15% medio"
21 gennaio 2026 - 10.07