(Teleborsa) - L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, su segnalazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, ha avviato un’istruttoria - con sub-procedimento cautelare per la sospensione provvisoria dei messaggi pubblicitari - nei confronti di Harmont & Blaine.

La società avrebbe svolto attività di pubblicizzazione e commercializzazione parassitarie (cd. ambush marketing) in relazione ai Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026. Harmont & Blaine ha infatti diffuso online e sui principali social network alcuni messaggi pubblicitari nei quali - anche in abbinamento ai segni distintivi della società - viene spesso ripreso il simbolo olimpico (costituito dai cinque cerchi colorati) e/o utilizzato l’hashtag #MilanoCortina e #MilanoCortina2026, richiamando così in maniera diretta e testuale la manifestazione. Tale pratica viene svolta anche attraverso il ricorso ad influencer e tramite la pubblicità della linea di capi d’abbigliamento "Cortina a Colori".

L’utilizzo di questi messaggi pubblicitari, tenuto conto che Harmont & Blaine non figura tra gli sponsor ufficiali delle Olimpiadi, sembra creare un collegamento illecito tra il marchio "Harmont & Blaine" e i prossimi Giochi Milano-Cortina 2026, in violazione del divieto di attività parassitarie previsto dall’articolo 10 del D.L. n. 16/2020. Ieri i funzionari dell’Autorità hanno svolto un’ispezione presso la sede della società Harmont & Blaine con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

La stessa Harmont & Blaine ha reso noto di aver ricevuto dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la comunicazione di avvio del procedimento, unitamente all’ispezione presso i locali aziendali e alle richieste di informazioni e documenti.

A tale riguardo Harmont & Blaine precisa di avere sempre operato secondo canoni di massima correttezza e trasparenza, conducendo le proprie iniziative commerciali, comprese quelle oggetto di rilievi da parte della AGCM, sempre in spirito di buona fede.

Pur confidando di potere chiarire le proprie ragioni e la piena conformità delle proprie condotte, Harmont & Blaine ha comunque ritenuto in ottica di piena collaborazione con l’Autorità di procedere autonomamente e volontariamente alla rimozione dei profili e claim pubblicitari censurati nella comunicazione di avvio del procedimento ricevuta dall’AGCM.