Come per il piano precedente, anche in questo caso è prevista una crescita dell'utile, legato anche alla stabilizzazione dei tassi. Continua infatti Messina: "Non abbiamo dato un'indicazione specifica dell'utile, ma sarà superiore a 11 miliardi e mezzo nei due anni. Quindi la crescita sarà ragionevole e con una progressione abbastanza costante. A partire dal 2027 accelererà anche il margine di interesse, perché i tassi nella nostra previsione si stabilizzeranno; siamo stati prudenti, non abbiamo immaginato che salissero, ma l'effetto dei volumi porta a far crescere anche il margine di interesse".
Parte del nuovo piano è quindi focalizzata anche sulla crescita all'estero, soprattutto per via dell'Antitrust italiano, come ha spiegato Messina: "Abbiamo un vincolo che si chiama Antitrust, per questo ci rivolgiamo all'estero, perché in Italia non possiamo crescere oltre la dimensione che abbiamo già oggi. Questo riguarda il settore bancario e il settore assicurativo. Siamo la prima compagnia assicurativa Vita in Italia per livello di riserve tecniche, superiore anche a quella di Generali. In termini di flussi di premi e di nuova produzione sul Vita, siamo i secondi dopo Generali. Per questo, per noi, sarà strategico internazionalizzare la diversificazione, fatta però valorizzando i nostri punti di forza: il settore tecnologico e il modello di Wealth Management, e non effettuando acquisizioni che abbiano un costo eccessivo o un impatto negativo".
La componente tecnologica all'interno del nuovo piano è in questo senso fondamentale, sia a livello di integrazione che di investimento, come ha dichiarato l'Amministratore Delegato: "In realtà, con il nostro modello di business, riteniamo di poter creare una cosa abbastanza unica, perché l'elemento tecnologico che noi avremo nel 2027 è unico. Isybank e Isytech sono FinTech, e Intesa Sanpaolo diventerà una FinTech come sistema informativo; non c'è nessun'altra banca in Europa che abbia il nostro sistema. Quindi avremo la capacità di poter servire i clienti attraverso un sistema unico. Quello di cui abbiamo bisogno è una rete distributiva e, per questo, o assumeremo promotori finanziari oppure acquisiremo le reti presenti in questi paesi".