Il piano parte da una performance superiore alle aspettative e fissa degli obbiettivi ambiziosi, come ha spiegato, Carlo Costa, Chief Corporate Officer dell'azienda: "Si tratta di un piano strategico che si pone in continuità con il passato, mettendo meglio a fuoco la nostra strategia. I messaggi che vogliamo dare sono innanzitutto due. Il primo è che in questi primi tre anni di esecuzione del precedente piano industriale abbiamo mantenuto ciò che avevamo promesso, chiudendo con una performance superiore alle attese. La nostra pre-chiusura ci attesta infatti un fatturato di 265 milioni e un EBITDA di circa 71 milioni. Sulla base di questi risultati abbiamo una proiezione per i prossimi cinque anni che ci porterà a crescere di circa 100 milioni di fatturato, arrivando dunque a quota 360-365 milioni e con un EBITDA che si aggirerà intorno ai 100 milioni.
Più nel dettaglio la strategia per il prossimo futuro di IEG si articola su quattro pilastri, come spiega Costa: "Esistono dei pilastri fondamentali della nostra strategia. Il primo è ovviamente la crescita dell'attività di organizzazione di eventi, innanzitutto lanciando nuovi prodotti fieristici. Ci stiamo specializzando e, a partire dal 2026, abbiamo in programma di lanciare almeno un nuovo evento fieristico ogni anno. Quest'anno ne avremo due: BEX - Beyond Exploration, l'expo-conference dedicata alla space economy a Rimini, ed Aura, una fiera dedicata al turismo di lusso a Firenze. Continueremo inoltre ad acquisire realtà sia in Italia sia all'estero".
Il secondo pilastro di crescita è l'internazionalizzazione, che seguirà due strade. "Una è quella di continuare a organizzare eventi all'estero per diversificare il nostro portfolio e per cogliere opportunità di crescita, in quei paesi in cui l'attività fieristica può dare ancora molto - ha spiegato - La seconda strada passa invece attraverso la costruzione di una rete di agenzie in grado di commercializzare le nostre fiere in tutti i paesi. Su questo abbiamo fatto uno studio molto preciso: ci sono paesi in cui è interessante essere presenti per organizzare le fiere e ci sono paesi in cui è invece interessante essere presenti per acquisire visitatori e buyer".
Il terzo pilastro - ha spiegato Costa - è "la valorizzazione delle risorse umane, perché il mestiere delle fiere è sempre più complicato e richiede persone sempre più preparate, che dobbiamo quindi attrarre, formare, trattenere e aggiornare costantemente".
Il quarto pilastro infine è "la creazione di valore per i nostri azionisti, che si traduce in una forte disciplina interna nella gestione dei costi e, di conseguenza, della redditività. Questo significa non farsi abbagliare da possibilità di acquisizioni che facciano crescere velocemente i ricavi ma che poi non garantiscano ritorni accettabili; serve molta disciplina perché anche i nostri azionisti devono essere soddisfatti. Abbiamo la previsione di un floor minimo di dividendi pari al 20% del risultato netto, ma speriamo di essere così bravi da poter dare anche di più".
(Foto: Il logo di Italian Exhibition Group)