Scenario internazionale dominato da incertezza
Lo scenario internazionale resta condizionato da elevata incertezza geopolitica, con ricadute su prezzi dell’energia, flussi commerciali e attese di mercato. In risposta gli investitori aumentano l’esposizione verso attività rifugio, come l’oro e l’argento, i cui prezzi hanno accelerato il trend di rialzo in corso da oltre due anni, anche considerando il calo osservato negli ultimi giorni.
L’attività economica globale rimane disomogenea: gli Stati Uniti hanno mostrato una dinamica relativamente solida (circa il 2%) e la Cina ha sostanzialmente centrato l’obiettivo di un PIL al 5%, mantenendo esportazioni vivaci nonostante le restrizioni commerciali. Nell’area euro la produzione procede a ritmi contenuti e differenziati tra paesi, migliori per le economie sostenute dalla domanda interna, peggiori per quelle più focalizzate sull'export.
Le ultime stime del FMI vedono per il 2026-2027 una crescita mondiale poco sopra il 3%, mentre nell’area euro non supererebbe l’1,5 per cento. Nonostante l’attesa di una stabile dinamica del PIL globale per quest’anno è atteso un brusco rallentamento del commercio mondiale (dal 4,1 per cento del 2025 al 2,6 per cento), che penalizzerebbe quindi le economie più orientate all’export.
Italia: crescita 2025 a +0,5% e in accelerazione nel 2026
Il PIL dell’Italia calcolato sulle dinamiche trimestrali - più stagnante nella parte centrale dell'anno e più vivace alla fine - sarebbe aumentato dello 0,7% nel 2025, ma la crescita calcolata sui dati annuali, che tiene conto di tre giorni lavorativi in meno rispetto al 2024, fa segnare un +0,5%.Le previsioni macroeconomiche dell’UPB prospettano poi un rafforzamento allo 0,7% nel 2026, sostenuto dalla domanda interna e in particolare dall’attuazione del PNRR, ed un +0,7% anche nel 2027. Rispetto alle stime autunnali predisposte dall’UPB per la validazione delle previsioni del MEF nel DPFP, il quadro è stato migliorato per il 2026, alla luce di ipotesi internazionali meno penalizzanti per la domanda estera e di minori prezzi al consumo, mentre la crescita del 2027 è stata appena limata. Resta elevata l’esposizione a rischi orientati al ribasso, riconducibili soprattutto al contesto globale oltre che agli umori dei mercati finanziari e al cambiamento climatico.
Lavoro: continua l’andamento positivo ma salari piangono
L’occupazione è attesa in espansione a ritmi contenuti, con una stabilizzazione del tasso di disoccupazione intorno al 6%. Tuttavia, la dinamica salariale resta moderata, per cui rimane ampio il gap negativo delle retribuzioni in termini reali rispetto al periodo pandemico.
L’inflazione in Italia si mantiene contenuta all'1,5% nel 2025 e inferiore a quella dell’area dell’euro. I consumi delle famiglie crescono con gradualità, anche se l’atteggiamento prudente delle famiglie è confermato dalla propensione al risparmio (all’11,4 per cento nel terzo trimestre 2025, su livelli superiori di circa quattro punti rispetto al periodo pre-pandemico), mentre le aspettative di famiglie e imprese restano orientate alla stabilità. Il tasso di investimento resta intorno al 23% del PIL, un valore relativamente elevato nel confronto storico.