(Teleborsa) - Dopo la decisione della scorsa settimana da parte della Federal Reserve di non tagliare i tassi nonostante le pressioni da parte del presidente Donald Trump, anche la Banca Centrale Europea ha scelto di mantenere inalterati i tassi di interesse nella prima riunione di politica monetaria dell’anno. Quello sui depositi resta dunque al 2%, mentre i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e marginali si confermano rispettivamente al 2,15% e al 2,40%. Come si legge nel comunicato ufficiale diffuso oggi dall’Eurotower, l’inflazione è in linea con l’obiettivo del 2% a medio termine e l’economia europea si dimostra resiliente nonostante il difficile contesto mondiale. Le prospettive per il futuro, tuttavia, rimangono incerte, soprattutto considerando le tensioni a livello geopolitico e commerciale. Il Consiglio conferma, dunque, che continuerà a seguire un approccio guidato dai dati per le decisioni future.

Guardando all’evoluzione dei tassi medi negli ultimi anni, quelli attuali si mantengono su livelli più che accettabili rispetto al recente passato. Infatti, il TAN medio annuale dei mutui a 20 e 30 anni nel 2023 – anno in cui il mercato ha visto un sensibile aumento dei tassi rispetto al precedente – si attestava al 3,69% per il fisso e al 3,85% per il variabile contro il 3,43% (fisso) e il 2,65% (variabile) attuale. Ciò significa che oggi la rata mensile su un mutuo ventennale da 100.000 euro è più bassa di 13 euro per il tasso fisso (576 euro contro 589 euro) e di 61 euro per il variabile (537 euro contro 598 euro) rispetto al 2023. Nel 2024 l’inizio del ciclo di tagli da parte della Bce a partire da giugno ha portato a un calo del fisso, sceso in media al 2,99% (rata 554 euro al mese, 22 euro in meno rispetto a oggi), mentre il variabile toccava livelli più alti degli ultimi 10 anni, con un TAN medio annuale pari al 4,67% (rata 641 euro, ben 104 euro in più rispetto a ora).

L’anno scorso il tasso indicizzato all’Euribor è calato di quasi 2 punti percentuali rispetto al 2024, con la media annuale che è scesa sotto quella del fisso arrivando al 2,70% (rata 539 euro), mentre i finanziamenti a rata bloccata si sono mantenuti al 3,06%, per una media di 557 euro al mese, 19 euro in meno rispetto a ora. I rialzi della seconda parte del 2025 hanno poi portato il fisso a salire fino al valore attuale, tasso comunque più conveniente rispetto al 2023 anche se lontano da quello registrato nel 2022, quando TAN medio annuale era al 2,33% (rata mensile 522 euro, 54 euro in meno rispetto a ora), mentre il variabile si mantiene stabile, oltre 100 punti base in più basso rispetto al 2023 e poco più di un punto percentuale maggiore rispetto al 2022 quando era all’1,53% (rata 484 euro, 53 euro più bassa di oggi).

Mercato dei mutui: tasso variabile stabile, fisso in aumento: oggi è 60 punti base più alto rispetto a 12 mesi fa

Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il 2026 si è aperto come si era chiuso il 2025, con il TAN medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso variabile che si mantiene stabile, mentre per quanto riguarda il tasso fisso si osserva un aumento di altri 10 punti base rispetto al mese scorso. I finanziamenti a tasso indicizzato all’Euribor, dunque, si confermano oggi i più convenienti, con un tasso d’interesse medio – considerando sia i mutui standard che le offerte green - del 2,65% che scende al 2,21% delle migliori offerte presenti sul mercato. I mutui a tasso fisso, invece, a gennaio si attestano su un TAN medio del 3,43% (standard e green), che rispetto a 12 mesi fa significa un aumento di 60 punti base, dal momento che a gennaio 2025 la media era del 2,83%.

Rispetto a 12 mesi fa, dunque, su un mutuo ventennale a tasso fisso da 180.000 euro oggi la rata mensile media risulta essere più alta di 54 euro (983 euro contro 1.037 euro), mentre sull’intera durata del finanziamento la spesa totale è di oltre 13.000 euro maggiore. Scegliendo un tasso variabile la rata media è invece 70 euro al mese più leggera rispetto al fisso (967 euro), per un risparmio totale di 16.900 euro sui 20 anni di mutuo.

Nicoletta Papucci, portavoce di MutuiOnline.it, commenta: "In questo inizio di 2026 la forbice tra tasso fisso e variabile si è ulteriormente aperta a favore di quest’ultima tipologia di finanziamento, il cui TAN medio risulta essere quasi 80 punti base più conveniente. Nonostante ciò, secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it il 90,5% dei consumatori continua a preferire il fisso, che resta su livelli accettabili anche alla luce dei rialzi registrati negli ultimi mesi. Aumentano tuttavia le richieste per il tasso variabile, al 6,1% del totale, che raggiungono il livello più alto dal 2023. Il risparmio immediato che garantisce oggi il variabile sta attirando una quota di consumatori in crescita, cosa comprensibile considerando che analizzando le curve forward dell’Euribor, il variabile potrebbe rimanere più conveniente del fisso per oltre tre anni. E successivamente, chi avrà scelto il variabile, avrà la possibilità di ricorrere alla surroga verso il fisso, operazione gratuita che permette di trasferire il finanziamento da una banca a un’altra cambiandone le condizioni".

A gennaio l’importo medio richiesto sumera i 150.000 euro, gli immobili con meno di 10 anni valgono più di 3.000 euro/mq in media

Secondo i dati dell’Osservatorio Immobiliare di MutuiOnline.it, anche in questo primo mese del 2026 la durata media dei mutui ha continuato a salire, raggiungendo i 24 anni e 10 mesi, valore più alto dal 2015. Anche guardando all’importo richiesto in Italia da chi accende un mutuo, a gennaio si registra il massimo storico con una media di 151.400 euro. Guardando al valore medio degli immobili nella Penisola, nel primo mese dell’anno si toccano i 234.200 euro, dato vicino al record storico rilevato nel 2019 (235.700 euro).

Gli immobili con il prezzo medio al metro quadro maggiore sono quelli più recenti, ovvero costruiti negli ultimi 10 anni. Infatti, per questi si raggiungono i 3.250 euro/mq in media (dati 2025), mentre più staccati troviamo gli edifici storici (costruiti più di 60 anni fa) i cui prezzi medi al mq si attestano sui 2.800 euro. Tra i 2.300 euro/mq e i 2.200 euro/mq si trovano poi gli immobili costruiti tra i 10 e i 40 anni fa, mentre quelli con un’età tra i 40 e i 60 anni sono i più economici, con una media di 2.150 euro/mq. Tra le grandi città, Milano si conferma la più cara (3.470 euro/mq in media), seguita da Roma (2.287 euro/mq).