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Mutui 2025: il fisso domina nonostante il calo dei tassi variabili

Economia
Mutui 2025: il fisso domina nonostante il calo dei tassi variabili
(Teleborsa) - Dopo un 2024 in ripresa, anche il 2025 è stato un anno positivo per il mercato dei mutui, segnato da tassi di interesse competitivi rispetto al recente passato e da una crescente fiducia nel comparto da parte di consumatori e istituti di credito. Nei primi 6 mesi dell’anno la politica monetaria accomodante messa in atto dalla Banca Centrale Europea ha permesso al TAN medio dei mutui a tasso variabile di scendere notevolmente, superando in convenienza quello dei finanziamenti a tasso fisso. Nella seconda parte dell’anno, lo stop ai tagli del costo del denaro da parte di Francoforte ha portato alla stabilizzazione dei tassi di interesse per quanto riguarda il variabile, mentre il TAN medio del fisso ha subito un graduale aumento.

A dicembre, secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il TAN medio del tasso variabile considerando sia le opzioni standard che i mutui green (ovvero finalizzati all’acquisto di un immobile ad alta efficienza energetica) si attesta così al 2,66%, valore oltre un punto percentuale più basso rispetto al 3,71% registrato nel mese di gennaio 2025. La migliore offerta, relativa a un mutuo green, scende invece al 2,29% contro il 3,26% di inizio anno. Il TAN del tasso fisso, invece, tocca oggi il 3,33% in media (mutui standard e green), valore storicamente più che accettabile anche se 50 punti base superiore rispetto alla media di gennaio, quando era al 2,83%. La soluzione green più conveniente, invece, si attesta al 2,83% contro il 2,45% registrato 12 mesi fa. L’aumento è la diretta conseguenza delle crescenti tensioni geopolitiche a livello mondiale a partire dal mese di aprile, con le prospettive incerte riguardanti la crescita economica nell’eurozona – minacciata dai dazi per le esportazioni verso gli Stati Uniti – che hanno causato un aumento dei titoli di stato tedeschi a 30 anni. Questi riflettono la fiducia nel medio termine del mercato e rappresentano il principale fattore che influenza l’andamento dell’IRS, ovvero l’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso. Il rialzo di questi indici, che hanno superato quota 3,00%, ha dunque comportato un aumento del TAN medio per questa tipologia di finanziamenti.

Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products di MutuiOnline.it, commenta: "Quello appena concluso è stato un anno sicuramente incoraggiante per il mercato dei mutui, con i consumatori che hanno potuto approfittare di condizioni di finanziamento più favorevoli rispetto al biennio 2023/2024. Oggi i mutui a tasso variabile risultano essere l’opzione sulla carta più conveniente: rispetto al fisso, su un mutuo ventennale da 100.000 euro il risparmio è pari a 33 euro sulla rata mensile (538 euro contro 571 euro) e di poco più di 8.000 euro sull’intera durata del finanziamento. Tuttavia, soltanto il 2,9% dei clienti di MutuiOnline.it ha optato per il tasso indicizzato nel 2025, dal momento che la forbice tra le due tipologie di finanziamento è ancora troppo piccola e il tasso fisso (che ha assorbito il 96,1% del totale delle richieste) permette di bloccare la rata a condizioni favorevoli. Oltre alla tipologia di tasso, è importante ricordare che anche la classe energetica dell’abitazione può incidere in modo significativo sulle condizioni applicate: i mutui green, destinati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, risultano mediamente più vantaggiosi di circa 40 punti base. Indipendentemente dalla soluzione scelta, resta sempre disponibile l’opzione della surroga, che permette di trasferire gratuitamente il mutuo da una banca a un’altra e approfittare delle condizioni più favorevoli offerte dal nuovo istituto, è sempre a disposizione dei consumatori qualora in futuro dovesse verificarsi una discesa dei tassi. In questo contesto un comparatore come MutuiOnline.it è un prezioso alleato per aiutare i consumatori a orientarsi tra le varie offerte presenti sul mercato".

Nel 2025 durata media dei mutui e importo medio richiesto ai massimi storici
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, nel 2025 sia la durata media che l’importo medio dei mutui richiesti in Italia ha toccato i massimi storici, dato che evidenzia una crescente fiducia nel mercato da parte di consumatori e istituti di credito, con questi ultimi che concedono finanziamenti sempre più lunghi e importi più elevati. In particolare, per quanto riguarda la durata dei mutui il dato tra gennaio e dicembre è pari a 24 anni e 7 mesi in media, ovvero 3 mesi in più rispetto al 2024 quando si attestava sui 24 anni e 4 mesi. Nel 2025 quasi la metà delle richieste (48,0% del totale) ha riguardato finanziamenti con una durata superiore ai 26 anni, per un aumento del +7,6% rispetto all’anno precedente, quando queste durate pesavano per il 44,6%.

Guardando agli importi medi richiesti, nell’anno appena concluso la media ha toccato i 144.000 euro, che significa un aumento di circa 3.500 euro rispetto al 2024 (140.400 euro in media) e di oltre 10.000 euro rispetto al 2023 (132.800 euro). A confronto con l’anno precedente, nel 2025 è aumentata la quota di richieste per importi superiori ai 150.000 euro, che ha raggiunto il 34,0% del totale contro il 31,9% del 2024. Inoltre, secondo i dati di Mutuionline.it, il Trentino-Alto Adige si conferma la regione dove si chiede maggior capitale per un mutuo (190.600 euro in media), con la Lombardia al secondo posto (168.600 euro) e il Lazio sul terzo gradino del podio, mentre fanalino di coda è il Molise, dove la richiesta media si è attestata sui 104.500 euro.

In crescita, seppur limitata, anche il valore medio degli immobili nel Paese, che, sempre secondo i dati a disposizione di MutuiOnline.it, nel 2025 hanno raggiunto i 227.350 euro contro i 225.150 euro dell’anno precedente, con il Loan-to-Value – ovvero il rapporto tra somma richiesta alla banca e valore dell’immobile oggetto del finanziamento – che si è attestato al 69,6%, quasi un punto percentuale in più rispetto al 2024 (68,7%).

Rispetto al 2024 aumentano le richieste per l’acquisto della prima casa, in calo quelle per la surroga. Età media dei richiedenti stabile.
Guardando alle finalità di finanziamento, nel 2025 l’acquisto della prima casa ha pesato per il 60,4% del totale delle richieste, per una crescita di quasi 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, quando questa finalità si attestava al 55,6% del mix. Si registra un aumento anno su anno anche per le richieste di mutuo finalizzati all’acquisto di una seconda casa, passate dal 6,9% del totale del 2024 al 7,8% dell’anno appena concluso. Nel 2025 si osserva invece un calo rispetto all’anno precedente per quanto riguarda le richieste di surroga del mutuo, passate dall’assorbire il 34,4% del totale delle domande a pesare per il 28,1% del mix. Infatti, se nella prima parte dell’anno i tassi in discesa rispetto al 2023 e al 2024 avevano fatto crescere le richieste di trasferimento del mutuo, che nel primo semestre dell’anno erano al 34,3% del totale, con lo stabilizzarsi del variabile e il rialzo del fisso si è registrato un sensibile calo delle domande, che sono scese al 19,8% del mix.

Per quanto riguarda l’età dei richiedenti, infine, nel 2025 il dato si è mantenuto stabile rispetto all’anno precedente, attestandosi sui 39 anni e 8 mesi in media. Il 39,2% del totale delle richieste di mutuo è arrivato dalla fascia di popolazione Under 36, per una crescita di un punto percentuale rispetto al 2024 (38,2% del mix). Allo stesso modo, tuttavia, sono cresciute anche quelle da parte degli Over 56, che hanno pesato per il 7,1% del totale contro il 6,2% registrato nel 2024.

(Foto: © Fabio Balbi / 123RF)
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