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Mutui e BCE: fissi in aumento, variabili più convenienti ma poco scelti

Economia
Mutui e BCE: fissi in aumento, variabili più convenienti ma poco scelti
(Teleborsa) - A febbraio la BCE non ha tagliato i tassi: i mutui a tasso variabile restano stabili, mentre quelli a tasso fisso sono aumentati sensibilmente nell’ultimo anno e potrebbero crescere ancora. L’IRS, riferimento per i mutui fissi, è salito di 80 punti base a 25 anni, facendo aumentare la rata di circa 50 euro al mese su un mutuo tipo e il costo totale di circa 15.000 euro rispetto a un anno fa. I mutui variabili, invece, sono tornati più convenienti e dovrebbero mantenere livelli stabili per tutto il 2026. Nonostante ciò, la maggioranza degli italiani continua a preferire il tasso fisso: a gennaio 2026 il 91% delle richieste era per questa soluzione, anche se cresce l’interesse per il variabile, salito dal 1% al 9% in un anno.

"Oggi le condizioni rivolte alla clientela restano comunque favorevoli anche sui fissi, con tassi (TAN) che, per le migliori offerte, restano ampiamente sotto la soglia del 4%", spiegano gli esperti di Facile.it. "Questo è dovuto, in particolare, alle politiche delle banche, che proprio per contenere il più possibile i tassi fissi stanno applicando spread – vale a dire il margine di guadagno – bassissimi e in alcuni casi vicini, se non addirittura inferiori, allo zero. L’obiettivo degli istituti di credito è mantenere quanto più a lungo possibile il cliente che ha sottoscritto un finanziamento ed evitare che possa surrogare verso offerte migliori".

Fino a quando i tassi fissi resteranno in area 3%? Complesso fare previsioni, ma se l’IRS continuerà a crescere come accaduto nell’ultimo anno, è difficile pensare che le banche potranno mantenere gli indici sugli attuali livelli e sotto la soglia del 4%.

A gennaio cresce l’importo medio richiesto
Il 2026 si è aperto positivamente sul fronte dei mutui; secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, l’importo medio richiesto è aumentato del 4% su base annua, arrivando a 141.772 euro. In calo, invece, l’età media dei richiedenti, scesa a 39 anni (erano 41 dodici mesi fa), in parte trainata dalla diminuzione delle surroghe, in parte a conferma della crescente voglia da parte dei più giovani di comprare casa.

Sul fronte dei tassi, secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, il miglior tasso fisso (TAN) disponibile online è pari al 3,25%, con una rata di 614 euro. Appena dodici mesi fa, per lo stesso mutuo, la rata era 563 euro. Se si guarda alle offerte a tasso variabile, invece, il miglior tasso (TAN) parte dal 2,34% e la rata da 555 euro, con un risparmio iniziale di quasi 60 euro.

Quale scegliere?
"Non esiste una scelta migliore dell’altra, la decisione va presa in base alle caratteristiche di ciascun mutuatario: la propensione al rischio, la posizione reddituale e lavorativa, l’immobile oggetto di mutuo e così via", spiegano gli esperti di Facile.it. "Il variabile garantisce un risparmio iniziale, che però potrebbe svanire nel corso del tempo; il fisso, di contro, a fronte di una rata più elevata, offre la certezza che questa non cambi. Il consiglio è farsi assistere da un consulente esperto che possa aiutare a valutare tutte le variabili".

(Foto: © Fabio Balbi / 123RF)
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