(Teleborsa) - Arriva il bando-tipo per lo svolgimento delle gare per l'assegnazione delle concessioni demaniali agli stabilimenti balneari, come stabilito dalla direttiva Bolkestein e previsto dalla Legge sulla concorrenza (legge 118/2022), la cui parte centrale riguarda appunto la riforma delle concessioni Balneari: lo ha deciso il Consiglio dei Ministri di ieri e - spiega il Mit in una nota - "rappresenta una prima risposta ai numerosi appelli delle Associazioni di categoria a cui il ministro Salvini ha voluto dar seguito, vista la situazione di grande incertezza in cui si trova il comparto".
L’azione di Governo per il turismo balneare, su cui si concentra il 40,9 % delle presenze turistiche, mira in primis ad evitare l'attuale caos per cui ogni Comune è proponente di un proprio bando. Da qui l’idea di un bando tipo che assicuri un esercizio delle funzioni amministrative ordinato e uniforme evitando disparità di trattamento fra aziende, si legge ancora.
Allo stesso tempo "si punta a salvaguardare il “modello aziendale” italiano costituito in grande parte da aziende a conduzione familiare per evitare l'accaparramento del demanio da parte di multinazionali o aziende speculative non interessate a gestire le concessioni ma a subaffittarle o rivenderle".
Arrivano anche i primi commenti. Sib-Fipe Confcommercio e Fiba Confesercenti giudicano positivamente l’ok del Consiglio dei ministri all’emanazione di un bando tipo per le concessioni balneari. Ritengono però indispensabile aggiornare la parte demaniale relativa al Codice della Navigazione per adattarlo alla nuova disciplina.
"Bene che il ministro Matteo Salvini e il Governo abbiano recepito il nostro appello sulla necessità e urgenza di evitare una gestione confusa e caotica delle funzioni amministrative che ci riguardano e che rischiano di danneggiare o distruggere un importante settore economico perfettamente efficiente e di successo" dichiarano in una nota Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari, e Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba.
"Sussiste, infatti, il rischio concreto e reale - continuano - che la situazione già grave, per lo stato di incertezza sul futuro aziendale, possa addirittura peggiorare con gli Enti concedenti, (Comuni e Autorità di Sistema portuale), che mettono a gara le aziende attualmente operanti con bandi disomogenei e, soprattutto, in un quadro normativo incompleto e anacronistico. È quanto sta già succedendo con Comuni, persino limitrofi, che hanno emanato bandi di gara per l'affidamento di porzioni di demanio marittimo con contenuto completamente diverso. Sono evidenti gli effetti distorsivi della concorrenza, così come la disparità di trattamento fra gli operatori. È pertanto positivo che si sia avviato un percorso amministrativo per l'emanazione di un bando tipo. Auspichiamo, però, che lo stesso tenga conto dei ‘motivi imperativi di interesse generale così come previsto, del resto, dalla stessa Direttiva 2006/123/Ce (articolo 12 comma 3)".
Sib e Fiba ritengono, inoltre, che il provvedimento costituisca "solo il primo passo per necessari interventi strutturali e organici in questa importante materia, come, ad esempio, l'aggiornamento della parte demaniale del Codice della Navigazione per adattarlo alla nuova disciplina sulle concessioni demaniali prevista dalla legge sulla concorrenza 118/2022".
"Ci auguriamo, poi, che finalmente si affronti questa importante questione con serietà e senso di responsabilità superando sterili e strumentali polemiche. Lo impongono l'importanza del turismo balneare e il destino di decine di migliaia di imprese che hanno avuto fiducia nelle leggi dello Stato che garantivano la continuità aziendale", conclude la nota condivisa.