(Teleborsa) - Kering ha registrato nel quarto trimestre un calo delle vendite leggermente inferiore alle attese, mentre il nuovo amministratore delegato Luca de Meo avvia il suo piano per rilanciare il gruppo e stabilizzare Gucci, il marchio di punta.
Nel primo trimestre sotto la guida dell’ex numero uno di Renault, il gruppo ha riportato ricavi per 3,9 miliardi di euro, in flessione del 3% su base annua a cambi costanti, meglio del calo del 5% previsto dal consensus. La performance di Gucci resta però debole: le vendite del marchio sono scese del 10%, contro un calo del 12% stimato dagli analisti, segnando il decimo trimestre consecutivo di contrazione.
La direttrice finanziaria Armelle Poulou ha segnalato un miglioramento verso fine anno in "quasi tutte le regioni", sostenuto dal lancio di nuovi prodotti e da una ripresa nelle vendite di pelletteria. Il flusso di cassa operativo, al netto delle cessioni immobiliari, è sceso del 35% a 2,3 miliardi di euro.
In un contesto di domanda incerta, Kering ha ridotto la propria rete retail di 75 boutique nel 2025 e prevede ulteriori chiusure. Le difficoltà emergono anche nei margini: l’utile operativo annuo è sceso a 1,63 miliardi di euro, meno di un terzo del livello del 2022. La redditività si è ridotta all’11% per il gruppo e al 16% per Gucci, ben lontana dai livelli pre-crisi.
Poulou ha definito il 2025 "un anno che non riflette il vero potenziale di Kering", ma che ha permesso di "gettare le basi per la ripresa futura".
Kering cerca la svolta con il nuovo CEO, ma Gucci resta il punto debole
10 febbraio 2026 - 09.04