Il settore sta crescendo e segna numeri incoraggianti, come spiega Zoppas: "L'agroalimentare sta vivendo una fase di crescita significativa: siamo passati dai 69,5 miliardi di euro del 2024 ai 73 miliardi (dato da confermare) del 2025. Questa crescita continua è superiore alla media dei valori unitari, con l'agroalimentare che performa circa 2 punti percentuali sopra il resto dei settori".
Tuttavia, restano alcune criticità: "I dazi rappresentano un problema rilevante. Sul totale di 73 miliardi, l'agroalimentare negli Stati Uniti pesa per circa 8 miliardi (7,9 miliardi per l'esattezza), una quota molto importante. Dobbiamo fare il massimo per preservare il mercato statunitense nonostante queste problematiche, che speriamo siano transitorie. Il cambio euro-dollaro agisce invece come un "dazio sul dazio", complicando ulteriormente gli scambi. L'andamento dei consumi infine, mostra che il prodotto agroalimentare italiano ha mostrato una buona tenuta fino a settembre, ma ora sta soffrendo. Bisogna capire se si tratti di una logica di magazzino (stock-in/stock-out) o di una problematica strutturale; tra gennaio e febbraio i listini vengono solitamente rivisti, questo potrebbe comportare un aumento dei prezzi e avere un impatto sui volumi, considerando anche l'effetto inflazionistico che non si può trascurare".
(Foto: Un cuoco durante Beer & Food attraction 2026)