(Teleborsa) - In occasione della conferenza "Laying the Groundwork for Jobs in Africa", tenutasi oggi a Roma presso la sede della Banca d’Italia, il Governatore Fabio Panetta ha tracciato un quadro netto delle sfide demografiche ed economiche che attendono il continente africano e le economie in via di sviluppo.

Il Governatore ha aperto il suo intervento sottolineando uno squilibrio strutturale globale: "Il mondo non deve affrontare una carenza di giovani pronti a lavorare. Deve affrontare una carenza di posti di lavoro pronti ad assorbirli". I numeri citati sono imponenti, con circa 1,2 miliardi di giovani pronti a fare il loro ingresso nella forza lavoro dei paesi in via di sviluppo nei prossimi dieci anni, una cifra che supera di gran lunga l'attuale capacità di creazione di impiego. Panetta ha avvertito che il futuro dell'Africa, che ospiterà "un quarto della popolazione giovanile mondiale entro il 2050", dipenderà dalla capacità collettiva di creare occupazione: "Se questa trasformazione demografica diventerà un dividendo o una fonte di instabilità dipenderà dalla nostra capacità di creare abbastanza posti di lavoro".

Sebbene la globalizzazione abbia ridotto la povertà negli ultimi trent'anni, Panetta ha osservato che "questo progresso si è dimostrato fragile", minacciato da pandemie, dispute commerciali, protezionismo e crescenti tensioni geopolitiche. In questo contesto, l'innovazione tecnologica e l'intelligenza artificiale rappresentano un'arma a doppio taglio. Per evitare che l'innovazione si traduca in "una diseguaglianza più profonda", Panetta ha spiegato che sono necessari "infrastrutture, competenze digitali, accesso ai finanziamenti e istituzioni credibili", elementi che rimangono "diseguali nelle economie in via di sviluppo".

Per sbloccare le risorse del settore privato, il Governatore ha indicato due pilastri fondamentali e "reciprocamente rinforzanti". Il primo riguarda le basi fisiche della crescita: "Nelle economie in via di sviluppo, il divario di finanziamento delle infrastrutture supera il 4% del PIL annuo, con l'energia e i trasporti tra i vincoli più stringenti". Il secondo pilastro è la qualità regolatoria, poiché "una migliore regolamentazione delle imprese stimola l'ingresso di nuove aziende, gli investimenti e la crescita dell'occupazione".

Secondo Panetta, i due elementi devono viaggiare insieme: "L'investimento in infrastrutture senza certezza normativa fatica ad attrarre finanziamenti a lungo termine; allo stesso tempo, la riforma normativa senza un capitale fisico e umano adeguato produce solo limitati guadagni occupazionali". Questo approccio integrato, ha ricordato il Governatore, è alla base del "Piano Mattei, lanciato dal Governo italiano per trasformare il potenziale in opportunità economiche in Africa".

Panetta ha infine ribadito l'impegno di Banca d'Italia e del Governo nel sostenere il lavoro analitico della Banca Mondiale e del suo Hub di Roma, volto a identificare "riforme ad alto impatto" per costruire una crescita che sia, nelle parole del Governatore, "resiliente e inclusiva".