(Teleborsa) - Il caos in Medio Oriente costerà caro alle compagnie aeree, ma anche ai passeggeri, che rischiano nelle prossime settimane di assistere ad un rincaro generalizzato dei prezzi dei biglietti. Lo afferma RimborsoAlVolo, società specializzata in trasporto aereo e assistenza a viaggiatori, che diffonde oggi alcune stime sulle ripercussioni del conflitto per l’intero comparto.

Dal 28 febbraio ad oggi lo stop ai voli in tutta l’area del Medio Oriente è costato alle compagnie aeree circa 2,1 miliardi di euro (2,5 miliardi di dollari) in termini di minori introiti e costi per fornire assistenza ai passeggeri rimasti a terra – spiega RimborsoAlVolo – Bilancio destinato ad aggravarsi se il blocco alla circolazione aerea dovesse proseguire anche nei prossimi giorni.

Sul fronte dei passeggeri, si stima che in 5 giorni circa 2,9 milioni di viaggiatori siano rimasti a terra, un numero che comprende sia chi era diretto nei Paesi del Medio Oriente, sia chi aveva in programma viaggi vesto destinazioni asiatiche o dell’Oceano Indiano con scalo intermedio presso uno dei grandi hub dei Paesi del Golfo.

Per quanto riguarda gli italiani in partenza dagli scali internazionali di Fiumicino e Malpensa e diretti nei tre grandi aeroporti di Doha, Abu Dhabi, Dubai, sono circa 40.000 i viaggiatori che, dal 28 febbraio, si sono visti cancellare il volo – aggiunge RimborsoAlVolo.

"Per il comparto aereo si tratta di un vero e proprio tsunami paragonabile a quanto avvenuto durante la pandemia Covid, e che avrà conseguenze pesanti non solo sui bilanci delle compagnie ma anche sulle tasche dei passeggeri – avvisa Giuseppe Conversano, Ceo di RimborsoAlVolo - Alle perdite subite dagli operatori si aggiungono infatti i pesanti rincari che stanno interessando i carburanti e che porteranno ad un aggravio dei costi di volo per i vettori, costi che saranno traslati sull’utenza col rischio concreto di una ondata di rincari sui prezzi dei biglietti aerei a danno dei viaggiatori".