(Teleborsa) - Nel 2025 Snam ha consuntivato ricavi totali pari a 3.885 milioni di euro (+8,9% rispetto al 2024), trainati principalmente dai maggiori ricavi regolati derivanti dal business delle infrastrutture gas. L'EBITDA adjusted si è attestato a 2.969 milioni (+7,8% rispetto al 2024), grazie alla crescita dei ricavi regolati e all'ingresso nel perimetro di Stogit Adriatica e del terminale FSRU di Ravenna.
L'utile netto adjusted, escludendo interessenze di terzi, ammonta a 1.422 milioni (+10,3% rispetto al 2024) trainato dalla crescita dell’EBITDA e da un maggiore contributo da parte delle partecipate. Gli oneri finanziari netti sono in linea con l’anno precedente, con un costo medio netto del debito stabile a circa 2,6%.

Gli investimenti totali cifrano in 2.758 milioni, di cui il 34% è allineato alla tassonomia UE e il 54% a sostegno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). La RAB tariffaria sale a 26,2 miliardi (+8,3% rispetto al 2024), grazie agli investimenti in Trasporto e Stoccaggio, all'aggiornamento del deflatore del 2024 e ai cambiamenti di perimetro (terminale FSRU di Ravenna e Stogit Adriatica).

L'Indebitamento finanziario netto si esprime in 17.509 milioni, in aumento da 16.238 milioni di fine 2024 ma ben al di sotto della guidance rivista, grazie agli sforzi continui di ottimizzazione della struttura finanziaria.

Il Cda proporrà in assemblea un dividendo 2025 pari a 0,3021 euro per azione, in crescita del 4%, in linea con la dividend policy.

Per il 2026 il management prevede che la RAB tariffaria dovrebbe raggiungere i 28,8 miliardi, inclusi circa 700 milioni della RAB di OLT, di cui Snam ha acquisito il controllo esclusivo a inizio marzo (in aumento del 10% rispetto al 2025), a seguito dei nuovi investimenti, dell’effetto dell’inflazione e del consolidamento di OLT. L'EBITDA adjusted dovrebbe raggiungere circa 3,1 miliardi (in aumento del 6% rispetto al valore 2025 normalizzato), trainato dalla crescita della RAB e dal consolidamento di OLT. L'utile netto adjusted dovrebbe raggiungere un valore superiore a 1,45 miliardi di euro (+6% rispetto al 2025 normalizzato), grazie all'aumento dell'EBITDA, parzialmente compensato dall'aumento delle spese di ammortamento e degli oneri finanziari netti. L’indebitamento netto dovrebbe raggiungere circa 19 miliardi di euro, trainato dal pagamento dei dividendi, dalla variazione del perimetro di consolidamento per l'acquisizione del controllo esclusivo di OLT e dall'impatto del rifinanziamento dell’obbligazione convertibile in azioni Italgas.