(Teleborsa) - Il prezzo del gas europeo chiude la giornata odierna e l'intera settimana in leggero ribasso, anche se resta ben sopra la situazione pre-conflitto in Medio Oriente.

Il future TTF (contratto di aprile 2026) sulla borsa di Amsterdam ha terminato le contrattazioni odierne a 50,65 euro/MWh, in discesa dello 0,4%. Si tratta di livelli ancora ben distanti dalla situazione pre-conflitto, quando i prezzi erano in area 32 euro/MWh (+58% rispetto a venerdì 27 febbraio). La scorsa settimana (venerdì 6 marzo) si era chiusa a 53,4 euro/MWh.

"Anche il mercato europeo del gas sembra aver preso atto del fatto che la guerra in Medio Oriente non si concluderà a breve - scrivono gli analisti di Mind Energy - Con l'approvvigionamento globale di gas significativamente compromesso, il mercato teme che sarà difficile riempire i depositi durante la prossima stagione di transizione e che, di conseguenza, si arriverà al prossimo inverno con livelli di stoccaggio molto bassi".

Gli analisti di ING fanno notare che il JKM continua a essere scambiato con un premio consistente rispetto al TTF, il che indica che i carichi spot di GNL saranno dirottati verso l'Asia. Il JKM riflette il valore di mercato spot delle consegne in Giappone, Corea del Sud, Cina e Taiwan, con le consegne in queste località che rappresentano la maggior parte della domanda globale di GNL. "Questa situazione potrebbe destare preoccupazione per l'Europa, considerando gli attuali bassi livelli di stoccaggio nell'UE, con una capacità di stoccaggio pari solo al 29%", si legge in una nota.

In ogni caso, gli esperti non credono che i prezzi del gas in Europa raggiungeranno i picchi del 2022, in quanto i mercati globali del gas sono relativamente meglio riforniti. Detto questo, è chiaro che l'entità dei prezzi dipenderà in ultima analisi dalla durata delle interruzioni di approvvigionamento in Medio Oriente.

Inoltre, l'Europa è relativamente meno esposta al mercato del gas, avendo ridotto la sua dipendenza da questa fonte energetica. La domanda di gas nell'UE è inferiore del 16% rispetto ai livelli pre-guerra Ucraina. Anche se la quantità di GNL interessata dagli sviluppi nel Golfo Persico è significativa. Tra Qatar ed Emirati Arabi Uniti, sono attualmente interessati circa 110 miliardi di metri cubi di fornitura annua, pari al 20% del commercio globale di GNL. I volumi sono considerevoli, ma comunque inferiori ai 144 miliardi di metri cubi di gasdotto russo a rischio all'inizio del 2022.