(Teleborsa) - FIAP - Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali "esprime apprezzamento per il Decreto-legge n. 33 del 18 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore oggi. Il Governo ha ascoltato il settore e ha risposto con tempestività: è un segnale politico importante, che riconosce la centralità dell'autotrasporto per la tenuta del sistema economico e produttivo del Paese".
Lo si legge in una nota nella quale viene sottolineato che le misure introdotte — la riduzione delle accise sui carburanti per 20 giorni, il credito d'imposta sul gasolio commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al prezzo di febbraio 2026, il rafforzamento dei controlli anti-speculazione e l'aggiornamento mensile dei valori indicativi dei costi di esercizio sulla componente gasolio fino al 30 giugno 2026 — corrispondono in parte alle istanze che FIAP, insieme alle altre associazioni del comparto, ha formalmente presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la settimana scorsa e sostenuto nelle settimane precedenti attraverso ogni sede istituzionale disponibile.
"Ringraziamo il Governo per aver agito con rapidità in una fase di grande pressione sui costi delle nostre imprese — dichiara Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP —. Il decreto è un primo passo nella direzione giusta, e riconosce il ruolo strategico che l'autotrasporto svolge per l'economia del Paese e la competitività dell'industria manifatturiera e agroalimentare italiana. Ma non possiamo fermarci qui: con la crisi in Medio Oriente ancora aperta, non sappiamo per quanto tempo questa pressione sui prezzi accompagnerà le nostre imprese. Serve continuità nell'azione del Governo".
La Federazione verificherà che i 100 milioni stanziati per il credito d'imposta — le cui modalità operative saranno definite con apposito provvedimento attuativo entro 30 giorni — siano adeguati a ristorare effettivamente le imprese. Le aziende associate riceveranno indicazioni operative non appena il quadro sarà completo.
Un nodo però resta irrisolto: la riduzione del prezzo alla pompa potrebbe disattivare il fuel surcharge nei contratti di trasporto, azzerando parte dei benefici del credito d'imposta. Il Governo è chiamato a chiarire esplicitamente che il prezzo di riferimento per tale clausola vada determinato al lordo della riduzione delle accise, ai sensi dell'art. 6bis del D.Lgs. 286/2005.
Le ulteriori misure già depositate al MIT rimangono sul tavolo: la Federazione "è pronta a proseguire il confronto nell'interesse dell'autotrasporto e del Paese", conclude la nota.