(Teleborsa) - Fare il punto sulle storiche relazioni tra Italia e Algeria, e sulle forniture di gas, anche alla luce del "complesso contesto internazionale". Questo l'obiettivo della seconda visita in Algeria, dopo quella del 22 e 23 gennaio 2023, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha visto un confronto tra la premier e il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Sul tavolo i principali dossier internazionali, a partire dalla crisi in Iran e Libano e dalla situazione a Gaza, ma anche i rapporti con la Libia, nazione con cui l'Algeria condivide quasi 1000 chilometri di confine. Focus anche sulla guerra in Ucraina, ormai entrata nel quinto anno.


"L'amicizia tra le nostre nazioni costituisce in un tempo come questo in cui l'instabilità è crescente e le certezze diminuiscono rimane una delle straordinarie certezze su cui contare – ha detto Meloni nelle dichiarazioni congiunte con il presidente algerino –. Italia e Algeria si sono date una mano tante volte e ognuna c'è stata per l'altra nel momento del bisogno. Come sapete – ha ricordato Meloni – questa è la mia seconda visita ufficiale in Algeria in poco meno di quattro anni. Venni la prima volta 22-23 gennaio del 2023, cioè appena tre mesi dopo il mio insediamento da presidente del Consiglio per quella che era la prima missione bilaterale in un paese del Nord Africa e questo credo chiarisca senza timore di smentita quanto consideriamo fondamentale il nostro rapporto con l'Algeria. La nostra cooperazione non si esaurisce col gas. Ma si sta esplorando da tempo anche il tema dello sviluppo delle energie rinnovabili, alle realizzazioni di infrastrutture strategiche che sono sempre più capaci di unire le due sponde del Mediterraneo, aumentando l'interconnessione e quindi anche la sicurezza energetica. Con il Transmed, il famoso gasdotto Mattei che dagli anni Ottanta collega Italia e Algeria, siamo stati dei pionieri e l'idea è – ha sottolineato la premier – che lo si possa essere ancora. È un lavoro che rientra chiaramente in una visione più ampia, che considera l'energia come un'opportunità, come uno strumento per generare sviluppo condiviso sia per le nazioni che producono energia e beneficiano delle risorse che ne derivano per la propria prosperità, sia per le nazioni che consumano e che possono così contare su catene di approvvigionamento più vicine e più resistenti agli shock esterni".

"Tra i moltissimi ambiti di cooperazione – ha poi aggiunto Meloni – sicuramente c'è l'ambito energetico. Con il presidente Tebboune abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima collaborazione che coinvolge anche i nostri due campioni nazionali Eni e Sonatrach, anche lavorando su nuovi fronti come lo Shell Gas, come l'esplorazione offshore. Questo consentirà anche in prospettiva di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall'Algeria all'Italia".

Annunciata da Meloni anche la creazione di una Camera di commercio Italia-Algeria. "Vogliamo creare una Camera di commercio Italia-Algeria, cioè – ha spiegato la premier – uno strumento stabile per liberare il potenziale che è ancora inespresso nelle nostre relazioni e nelle relazioni tra i nostri mondi produttivi, relazioni che chiaramente intendiamo approfondire a 360 gradi". Si sta lavorando, ha aggiunto Meloni, anche per "l'organizzazione di un nuovo vertice intergovernativo che a questo punto lavoreremo per celebrare più velocemente possibile".

"La ringrazio per la collaborazione strategica in tutti i settori di reciproco interesse. In questa sfida per i rifornimenti io rinnovo la disponibilità dell'Algeria a rispettare tutti gli impegni come partner strategico ed affidabile" ha affermato Tebboune.

Il viaggio si inserisce nel quadro del partenariato strategico che unisce da sempre Italia e Algeria. L'Algeria è il primo partner commerciale dell'Italia in Africa, con un interscambio di 12,9 miliardi di euro nel 2025 e uno stock di investimenti diretti italiani in Algeria per 8,5 miliardi di euro. L'Italia, peraltro, è il primo cliente e il secondo fornitore dell'Algeria, con una quota di mercato dell'export nazionale pari al 7,3%. L'Algeria rappresenta da sempre per l'Italia un partner privilegiato in ambito energetico. Algeri è il primo fornitore di gas naturale dell'Italia, grazie all'ultradecennale cooperazione avviata in passato con il protagonismo di Enrico Mattei e resa nel tempo stabile e duratura grazie al rapporto tra Eni e Sonatrach, i due campioni nazionali energetici.

Al centro del confronto Meloni-Tebboune anche il tema migranti. "Abbiamo fatto il punto anche sulla nostra cooperazione in ambito migratorio che credo resti un modello per la regione" ha detto la presidente del Consiglio sottolineando che "la nostra priorità comune rimane quella di contrastare le reti criminali che si arricchiscono col traffico di esseri umani, che diventano fattori di insicurezza per tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. Devo ringraziare il presidente e il suo governo – ha aggiunto – perché se in questi anni siamo riusciti ad abbattere il numero degli sbarchi illegali e delle morti in mare nel Mediterraneo l'abbiamo dovuto anche a una solidissima cooperazione con l'Algeria. Ho confermato al presidente Tebboune il sostegno dell'Italia anche ai negoziati in corso per trovare una soluzione alla questione del Sahara occidentale, soluzione che deve essere sostenibile, duratura mutualmente accettabile e in linea con l'acquisto delle Nazioni Unite".

Nei colloqui si è, inoltre, affrontata anche la questione del Sahel. "Il ruolo che l'Algeria storicamente svolge nei confronti di questa importante e delicata regione – ha detto Meloni – è straordinario, è una regione sempre più colpita dal terrorismo, dal jihadismo, in quest'area l'Italia è fortemente impegnata con i nostri militari, con la nostra cooperazione, con la nostra diplomazia per favorire la stabilità, per combattere il terrorismo, per sostenere la popolazione, nel confronto e nella collaborazione con i nostri amici algerini"