(Teleborsa) - Quello raccomandato dal proxy advisor Institutional Shareholder Services (ISS) per l'assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena "non è un percorso che porta ad una governance stabile, ma piuttosto ad un periodo di prolungata incertezza, proprio nel momento in cui la banca può permetterselo meno". Lo afferma PLT Holding, la holding della famiglia Tortora che detiene oltre l'1,2% di MPS, dopo le raccomandazioni pubblicate da ISS in relazione all'elezione del consiglio di amministrazione nell'assemblea del 15 aprile 2026, che hanno già suscitato una reazione della banca.
"Non contestiamo né le risultanze fattuali di ISS, né le considerazioni su cui si fondano le sue raccomandazioni - le quali, a nostro avviso, confermano in larga misura le criticità che hanno motivato la presentazione della nostra lista e, pertanto, depongono per un voto favorevole sulla stessa - si legge in una lettera agli azionisti - Invitiamo tuttavia gli azionisti a valutare con attenzione gli effetti concreti che le raccomandazioni di ISS sono destinate a produrre, tenuto conto dei meccanismi di voto che regolano questa elezione"
Facendo notare che ISS raccomanda di votare a favore della lista del consiglio e contro la lista PLT, sul presupposto che le criticità possano essere affrontate attraverso il voto sui singoli candidati, che sarebbe richiesto qualora la lista del consiglio risultasse vincitrice, la holding raccomanda di considerare gli effetti concreti delle stesse raccomandazioni ISS: nessun presidente eletto in assemblea (ISS raccomanda di votare contro Nicola Maione sia in qualità di presidente sia in qualità di consigliere), incertezza nella composizione del consiglio (ISS riconosce che dalla lista del consiglio potrebbero essere tratti anche solo 8 amministratori), incertezza sull’amministratore delegato (la decisione sull'AD - in una banca nel pieno di un'integrazione post-merger - sarebbe adottata da un consiglio di composizione incerta), un vuoto di responsabilità (ISS raccomanda di votare contro le due figure maggiormente responsabili del processo di formazione della lista del consiglio - Maione e Lombardi - ma sostiene la lista stessa).
Secondo PLT Holding, "l'integrazione post-merger non può attendere che il consiglio trovi il suo assetto" e "la governance che risulterebbe dalle raccomandazioni di ISS comporterebbe tre specifici rischi": la perdita di know-how istituzionale (Luigi Lovaglio ha concepito l'acquisizione di Mediobanca, negoziato i termini dell’offerta di scambio, ottenuto l'approvazione della BCE e degli azionisti e strutturato il Piano Industriale), il deficit di esperienza del candidato AD proposto dal consiglio (la BCE, secondo quanto riferito dalla stampa, ha espresso perplessità in merito all'esperienza di Palermo nel settore bancario) e un vuoto di leadership in fasi decisorie critiche.
La lista PLT, si legge nella lettera firmata direttamente da Pierluigi Tortora, garantisce invece "un team di vertice conosciuto, una composizione del consiglio e un assetto di governance conoscibili a partire dal giorno dell'assemblea, rafforzando l'autonomia del consiglio nell'interesse di tutti gli azionisti". Vengono citati come elementi: un presidente noto (Cesare Bisoni, già presidente di UniCredit, una delle figure di governance più esperte nel panorama bancario italiano), un AD certo (Luigi Lovaglio, l'artefice della trasformazione di MPS da istituto pubblico in difficoltà a banca redditizia e distributrice di dividendi), un consiglio completo e coeso (dieci ulteriori candidati, tutti qualificati da ISS come indipendenti, selezionati specificamente per soddisfare i requisiti di vigilanza richiesti dalla BCE) e nessun vuoto di governance (qualora la lista PLT dovesse prevalere, la banca avrà, in esito all'assemblea, un presidente designato, un AD designato e un Consiglio pronto a operare dal primo giorno).