(Teleborsa) - Seduta in lieve rialzo per Wall Street, con il Dow Jones, che avanza a 46.514 punti, proseguendo la serie positiva iniziata lunedì scorso; sulla stessa linea, piccolo scatto in avanti per l'S&P-500, che arriva a 6.556 punti.

Poco sopra la parità il Nasdaq 100 (+0,61%); sulla stessa linea, guadagni frazionali per l'S&P 100 (+0,43%).

In buona evidenza nell'S&P 500 i comparti beni industriali (+1,45%), telecomunicazioni (+1,11%) e materiali (+1,04%). Nella parte bassa della classifica del paniere S&P 500, sensibili ribassi si manifestano nei comparti energia (-2,26%) e beni di consumo per l'ufficio (-0,68%).

Apertura positiva per la Borsa di New York dopo che il presidente Trump ha annunciato su Truth Social che "il nuovo regime iraniano ha chiesto agli Stati Uniti d'America un cessate il fuoco". Trump ha condizionato qualsiasi risposta alla riapertura dello Stretto di Hormuz. "Fino ad allora stiamo bombardando l'Iran fino all'oblio". L'Iran tuttavia non ha un nuovo presidente, dato che è ancora in carica lo stesso, e non ha fornito alcuna risposta immediata alla dichiarazione di Trump.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera trasmessa martedì sera, aveva invece segnalato la disponibilità di Teheran a continuare a combattere: "Non potete parlare al popolo iraniano nel linguaggio delle minacce e delle scadenze. Non fissiamo alcuna scadenza per difenderci."

Il Brent è sceso di circa il 2,9% e viaggia poco sopra i 100 dollari al barile. Il WTI cede l'1,6% a 99,7 dollari.

Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio americane di febbraio segnano +0,6% mensile a 738,4 miliardi di dollari, sopra le attese (+0,4%) e in recupero dal -0,2% di gennaio, anche se il dato non copre ancora il periodo del conflitto. Crescono oltre le attese anche i posti di lavoro nel settore privato statunitense a marzo. Gli occupati del settore privato hanno registrato infatti un aumento di 62 mila posti di lavoro, dopo i +66 mila del mese precedente (rivisto da 63mila). Le attese dagli analisti indicavano un aumento di 41 mila unità.

Tra i singoli titoli, Nike crolla di oltre il 12% nonostante abbia battuto le stime trimestrali: pesano il calo del 10% delle vendite in Greater China – settimo trimestre consecutivo di flessione – e la compressione dei margini lordi.

Tra le migliori Blue Chip del Dow Jones, Boeing (+2,62%), Caterpillar (+2,38%), Goldman Sachs (+2,07%) e Walt Disney (+1,55%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Nike, che continua la seduta con -13,06%.

Calo deciso per Chevron, che segna un -1,63%.

Sostanzialmente debole McDonald's, che registra una flessione dell'1,09%.

Si muove sotto la parità Procter & Gamble, evidenziando un decremento dello 0,77%.

Tra i best performers del Nasdaq 100, Western Digital (+6,62%), Intel (+4,79%), Marvell Technology (+4,72%) e Seagate Technology (+4,65%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Zscaler, che continua la seduta con -2,04%.

Contrazione moderata per Diamondback Energy, che soffre un calo dell'1,32%.

Sottotono Linde che mostra una limatura dell'1,20%.

Deludente Charter Communications, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.