(Teleborsa) - Segno più per il listino USA, con il
Dow Jones in aumento dello 0,78%, consolidando la serie di tre rialzi consecutivi, avviata lunedì scorso; sulla stessa linea, l'
S&P-500 continua la giornata in aumento dell'1,03%.
Ottima la prestazione del
Nasdaq 100 (+1,55%); con analoga direzione, in denaro l'
S&P 100 (+1,07%).
In buona evidenza nell'S&P 500 i comparti
telecomunicazioni (+2,09%),
beni industriali (+1,96%) e
informatica (+1,54%). In fondo alla classifica, i maggiori ribassi si manifestano nei comparti
energia (-3,93%) e
beni di consumo per l'ufficio (-0,80%).
Prosegue il rimbalzo di Wall Street dopo che
Trump ha annunciato su Truth Social che l'
Iran ha chiesto un
cessate il fuoco, condizionando qualsiasi risposta all'apertura dello
Stretto di Hormuz. Le dichiarazioni hanno avuto effetti anche sui mercati energetici con il
Brent che cede il 2,1% a 101,80 dollari dai massimi di quasi 120 toccati dopo l'inizio del conflitto rispetto ai 70 pre-guerra. Il WTI scende dell'1,8% a 99,58 dollari.
Sul fronte macroeconomico, le
vendite al dettaglio americane di febbraio segnano +0,6% mensile a 738,4 miliardi di dollari, sopra le attese (+0,4%) e in recupero dal -0,2% di gennaio, anche se il dato non copre ancora il periodo del conflitto. Crescono oltre le attese anche i
posti di lavoro nel
settore privato statunitense a marzo. Gli occupati del settore privato hanno registrato infatti un aumento di 62 mila posti di lavoro, dopo i +66 mila del mese precedente (rivisto da 63mila). Le attese dagli analisti indicavano un aumento di 41 mila unità.
Migliora più delle attese anche l'
attività manifatturiera a marzo. Lo segnala l'
ISM - Insitute for Supply Management sulla base del consueto sondaggio mensile. L'indice dei direttori di acquisto del settore manifatturiero si è attestato a
52,7 punti, rispetto ai 52,4 punti del mese precedente, risultando superiore alle attese degli analisti che stimavano un calo fino a 52,3 punti.
Infine, sul fronte societario,
Nike cede quasi il 14% nonostante
risultati trimestrali sopra le attese: pesa il settimo trimestre consecutivo di calo in Greater China (-10% annuo) e la contrazione del margine lordo di 130 punti base al 40,2% per i dazi in Nord America.
Al
top tra i
giganti di Wall Street,
Boeing (+5,01%),
Caterpillar (+3,68%),
Goldman Sachs (+2,35%) e
Amazon (+2,09%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
Nike, che continua la seduta con -14,58%.
Crolla
Chevron, con una flessione del 4,67%.
Spicca la prestazione negativa di
Verizon Communication, che scende dell'1,53%.
Discesa modesta per
McDonald's, che cede un piccolo -1,32%.
Tra i
best performers del Nasdaq 100,
Micron Technology (+11,09%),
Western Digital (+10,82%),
Intel (+9,64%) e
Seagate Technology (+8,06%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Diamondback Energy, che prosegue le contrattazioni a -4,01%.
T-Mobile US scende del 2,47%.
Calo deciso per
Charter Communications, che segna un -2,19%.
Sotto pressione
Zscaler, con un forte ribasso del 2,00%.