(Teleborsa) - "Gli aumenti economici richiesti, i contenuti della piattaforma, quali ad esempio la riduzione dell'orario di lavoro, la reintegra nei casi di licenziamento disciplinare ingiustificato, la trasformazione digitale, il rafforzamento del Fondo per l'occupazione, tengono a fornire garanzie contrattuali ed economiche a tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, ma anche agli stessi istituti di credito". Lo ha dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commentando l'approvazione della Piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale dei bancari.

"Le richieste di questo nuovo contratto servono per rafforzare e mantenere il potere di acquisto delle retribuzioni di fronte ad uno scenario che inevitabilmente nei prossimi giorni e mesi cambierà, speriamo in meglio, anche se tutto sta andando nella direzione opposta", ha aggiunto.

"Ora il nuovo contratto sarà sottoposto all'insindacabile e insostituibile giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori bancari che dovranno svolgere le assemblee unitarie sul territorio entro il 15 luglio - ha spiegato Sileoni - I cambiamenti digitali in corso i sindacati, unitariamente, li stanno affrontando in ABI dove è previsto un ulteriore incontro per il 14 aprile con argomento la cabina di regia, che servirà per definire nuove mansioni, nuove attività professionali e nuovi inquadramenti normativi ed economici per tutte quelle attività e figure professionali impattate dal digitale".

"È un nuovo contratto - ha proseguito il segretario generale della Fabi - che servirà a tenere insieme tutte le componenti del settore partendo dal presupposto politico che i sindacati vogliono che sia riconosciuta l'inflazione reale e attesa e una quota di produttività giustificata dagli utili record delle banche, 112 miliardi di euro, raggiunti per l'insostituibile contributo dei lavoratori del settore. Rispetto ai risultati ottenuti nell'ultimo rinnovo contrattuale, pari a 435 euro, l'incremento delle nostre richieste, giustificato dagli utili delle banche, è superiore soltanto dell'1%: il 15% era il 23 novembre e il 16% è oggi. Ora il giudizio definitivo passerà dalle assemblee dei lavoratori bancari".