“A quaranta giorni dall’inizio del conflitto tra USA-Israele e Iran - ha spiegato Manigrasso, - il gasolio ha fatto registrare aumenti fino a 50 centesimi al litro. Si sarebbero toccati i 70 centesimi, se non fosse intervenuto il dl Carburanti dello scorso marzo, ulteriormente prorogato fino al 1° maggio. A meno di dieci giorni dalla scadenza, inoltre , il governo non ha ancora previsto nessun decreto per riequilibrare, attraverso un credito d’imposta, la penalizzazione a carico dei veicoli di portata superiore alle 7,5 tonnellate con motorizzazioni Euro V e VI, ovvero, i meno inquinanti”.
“La committenza – ha proseguito Manigrasso, - non solo stenta a riconoscere gli aumentati costi dovuti al gasolio. Ma si registrano addirittura dei casi-limite, alcuni committenti infatti chiedono sconti tariffari ai trasportatori. Inoltre, i fenomeni speculativi sul prezzo del gasolio continuano, nonostante le iniziative di contrasto”.
“Sul versante dei beni di consumo e della grande distribuzione – ha aggiunto il Segretario Generale, Claudio Donati, - abbiamo registrato aumenti che vanno dal 4 a quasi il 30%, e che vengono imputati all’aumentato costo del trasporto. I casi in cui i trasportatori sono riusciti a ottenere degli aumenti connessi al caro-gasolio, tuttavia, sono una mera eccezione. E comunque, gli aumenti del costo del trasporto avrebbero dovuto avere un peso nettamente inferiore, ovvero circa il 5%”.
“In sostanza quindi – ha proseguito Donati, - è in corso una speculazione scandalosa che sta gonfiando i prezzi dei beni al consumo utilizzando il settore dell’Autotrasporto come capro espiatorio. È la fase più drammatica che ci siamo trovarti a affrontare nel corso degli ultimi decenni e per questo chiediamo di non lasciare soli i Trasportatori, né di fronte alla Politica, né di fronte al Mercato, vale a dire ai propri Committenti”.
Assotir ha presentato un piano di iniziative per affiancare le aziende di trasporto, che possono essere inserite già nel Dl Carburanti al momento all’esame del Senato. Secondo l’Associazione è essenziale stabilire per legge quanto incida il costo del gasolio sulla tariffa di trasporto, questa lacuna spesso vanifica l’efficacia della clausola-gasolio nei contratti tra vettori e committenti. Inoltre, è necessario adeguare settimanale la clausola, attualmente la revisione è mensile. Assotir chiede inoltre di intervenire sui sostegni economici al settore, visto che purtroppo si sono rivelati insufficienti e tardivi. Occorre, infatti, uno stanziamento congruo per finanziare il credito di imposta, che deve essere di 20 centesimi al litro e riguardare il gasolio consumato nel trimestre marzo-maggio 2026.
L’Associazione chiede inoltre di costituire, a livello istituzionale, un Tavolo di confronto tra Committenti e Vettori per concordare linee di comportamento coerenti non solo con la normativa, ma anche e soprattutto con la drammaticità della situazione. È evidente che i committenti che chiedono sconti tariffari a chi sta subendo un’impennata vertiginosa dei costi aziendali, sanno di godere di una posizione di potere e di poterne abusare.
“Occorre richiamare al senso di responsabilità soprattutto quei committenti che, di fatto, determinano le regole del gioco – ha aggiunto Donati. – E sotto questo profilo, per rafforzare l’azione di ‘moral suasion’ che Assotir chiede alle Istituzioni, è necessario che l’Antitrust intervenga sulle situazioni più eclatanti, questione che al momento non è contemplata nel Dl Carburanti”.
Infine, “Alla luce di un quadro che vede fortemente compromessa la sopravvivenza dell’Autotrasporto, Assotir ritiene necessaria un’iniziativa unitaria, forte, che riporti al centro dell’attenzione, sia delle Istituzioni che della pubblica opinione, il ruolo dell’Autotrasporto, ha concluso Manigrasso. “Condivideremo questa proposta con le altre Associazioni presenti nell’Albo degli Autotrasportatori, in modo da che la richiesta di intervenire su queste problematiche provenga dall’intera categoria