(Teleborsa) - Il settore del lusso sta vivendo una importante fase di transizione e potrebbe entrare in crisi a causa della guerra in Medioriente, che si prevede avrà impatti pesanti su questo settore. E' in questo scenario avverso che molte aziende italiane della moda stanno prendendo decisioni cruciali: da semplici operazioni di ricapitalizzazione alla vendita del controllo.

Dopo Valentino e Versace è la volta di Dolce & Gabbana. Secondo un'anticipazione di Bloomberg, Stefano Gabbana si sarebbe dimesso dalla carica di presidente di D&G a dicembre scorso e starebbe valutando diverso opzioni relativamente alla sua quota del 40% nell'azienda. A sostituirlo alla guida della maison dal mese di gennaio è Alfonso Dolce, fratello del co-fondatore ed ex compagno Domenico, che già ricopre anche la carica di Ceo.

Stefano Gabbana starebbe ora valutando diverse alternative relativamente alla sua quota di partecipazione del 40% nell'azienda, inclusa una iniezione di capitale di 150 milioni di euro, nell'ambito del processo di rinegoziazione del debito fino ad una cifra complessiva di 450 milioni di euro. Già l'anno scorso l'azienda aveva ottenuto dalle banche un rifinanziamento del debito di 100 milioni sino al 2030, per finanziare l'espansione in settori colleegati come il beauty (profumi e fragranze), l'hospitalyty e l'immobiliare.

Fra le varie opzioni al vaglio ci sono anche la vendita di immobili ed il rinnovo di licenze. Nell'ambito di questo processo di valutazione, Rothschild & Co. starebbe operado in qualità di consulente finanziario.

Il settore del lusso è in crisi da almeno un paio di anni, non solo in Italia, ma a livello mondiale. La frenata della domanda cinese e la riduzione del potere d'acquisto nelle economie avanzate hanno inferto un duro colpo al settore, con vendite stimate in calo fra il 2% ed il 5% nel 2025 (dati ultimo rapporto Bain per Altagamma).