L'export del mondo calzaturiero nel 2025 è riuscito a mantenere sul globale un segno positivo nonostante l'anno appena trascorso abbia visto un mercato internazionale in forte cambiamento, come ha spiegato Giovanna Ceolini, Presidente di Confindustria Accessori Moda: "Il mondo della calzatura ha perso in quantità di paia, però ha ottenuto sui mercati europei dei segni positivi grazie soprattutto alla Germania, che ha acquistato di più rispetto al 2024; la Francia si ha invece tendenzialmente mantenuto gli stessi numeri, grazie anche ai numerosi brand francesi che lavorano nei nostri calzaturifici, mentre la Spagna ha un bel segno più davanti, come anche la Polonia; il mercato europeo non ci da assolutamente ragione di lamentarci. I mercati che invece ci stanno dando qualche preoccupazione sono tutta la parte asiatica, soprattutto la Cina che segna un doppio numero negativo, come anche Giappone e Corea. Chi sta invece performando molto bene sono i mercati arabi, anche se la situazione geopolitica attuale ci sta dando qualche preoccupazione per il futuro. L’America infine ha avuto il grande problema dei dazi per cui abbiamo visto un'impennata a luglio con una corsa all'acquisto delle collezioni per prevenire l'aumento dei prezzi, poi c'è stata una discesa e poi una ripresa a fine anno, tutte fluttuazioni che alla fine ci hanno consentito di segnare un piccolissimo più, che comunque ci rende soddisfatti".
Parte integrante dell'export del Made in Italy è costituito anche dai macchinari di produzione, che hanno una presenza dominante sul mercato mondiale, come ha spiegato Agostino Apolito, Direttore di Assomac (Associazione Nazionale dei Costruttori Italiani di Tecnologie per Calzature): "Il machinery è sostanzialmente una delle punte di diamante del nostro export. I mercati sui quali i nostri settori insistono particolarmente sono quelli legati al Sud-est asiatico, all'India e poi, ovviamente, Africa e Sud America. Questi mercati riguardano proprio la tecnologia per calzatura, pelletteria e cuoio, che hanno un ruolo strategico all'interno del progetto di valorizzazione del prodotto. Ovviamente in Italia abbiamo degli standard differenti rispetto magari ad altri Paesi, ed anche il livello di produzione e qualità cambia sensibilmente. I nostri settori, soprattutto quello conciario, hanno più del 50% della quota di mercato mondiale, quindi parliamo complessivamente di circa un miliardo di valore complessivo del comparto tecnologie. Di questi il 40% abbondante è dedicato essenzialmente alla tecnologia per la concia, mentre la tecnologia per calzature e pelletteria occupano a livello di quote di mercato rispettivamente il 10% la calzatura e il 25% la pelletteria".
In merito alle iniziative di supporto al comparto, l'Africa, e il Kenya in particolare, sono un mercato dalla forte importanza strategica, coerentemente anche ai valori del piano Mattei; conclude infatti Apolito: "Veniamo da un accordo importante che abbiamo sottoscritto con Equity Bank e CDP, proprio per finanziare le imprese keniote che acquistano tecnologia italiana. Proprio il 20 Aprile firmeremo un accordo a supporto delle imprese italiane che esportano in quei territori. Questa è un'azione che, insieme ad altri Stati africani, stiamo portando avanti perché la tecnologia nella concia e nella calzatura ha ancora molto potenziale da esprimere in questi Paesi, come in tutto il resto del mondo".
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