(Teleborsa) - Resta alta la tensione in Medio Oriente, con la diplomazia al lavoro per organizzare un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre una petroliera sanzionata dagli Stati Uniti e legata alla Cina sta uscendo dallo Stretto di Hormuz e si sta dirigendo verso il Golfo dell'Oman, mettendo alla prova il blocco navale imposto dal presidente Donald Trump.

Sul primo fronte, il Pakistan ha proposto un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad prima della fine del cessate il fuoco. Oggi intanto sono previsti colloqui diretti tra Israele e Libano a Washington: in agenda il cessate il fuoco e il disarmo a lungo termine di Hezbollah, oltre che un accordo di pace tra i due Paesi.

Intanto, il presidente cinese Xi Jinping ha detto che - affinché prevalgano pace e stabilità in Medio Oriente - è necessario rispettare lo Stato di diritto internazionale, criticando la guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo Stato di diritto non può essere "utilizzato quando conviene e abbandonato quando non conviene", ha detto Xi allo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi in visita, secondo l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.

La Cina ha anche definito il blocco degli Stati Uniti dei porti iraniani "pericoloso e irresponsabile", dopo che il Donald Trump ha minacciato di affondare qualsiasi imbarcazione che tenti di partire o attraccare in quelle zone. Lunedì pomeriggio è entrato in vigore il blocco navale statunitense dello Stretto di Hormuz, aggiungendo un ulteriore ostacolo a una rotta marittima di vitale importanza a livello globale. Il blocco statunitense "non è solo un'escalation geopolitica, ma una mossa sconsiderata che rischia di strangolare l'economia globale, con i consumatori americani che ne pagheranno le conseguenze", ha commentato l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim.

Questa mattina una petroliera sanzionata dagli Stati Uniti ha attraversato lo stretto di Hormuz, nonostante il blocco statunitense. Si tratta della Rich Starry, di proprietà cinese e con equipaggio a bordo di nazionalità cinese. Precedentemente nota come Full Star, è stata inserita nella black list da Washington nel 2023 per aver aiutato Teheran a eludere le sanzioni energetiche.