(Teleborsa) -
Al via oggi a Parigi la riunione dei ministri delle finanze del
G7 con
focus sulla situazione in
Medio Oriente e ripercussioni
sull'economia non solo europea ma globale, ovviamente esposta a
shock esterni. “L’apertura dello Stretto di Hormuz e la fine definitiva del conflitto sono di fondamentale importanza per mitigare l’impatto sull’economia”, sottolinea in un comunicato il presidente dell’Eurogrupp
o Kyriakos Pierrakakis spiegando che "l’economia europea ha dimostrato resilienza di fronte a questa crisi energetica. Tuttavia, l’economia globale risentirà della pressione
, anche se il conflitto dovesse risolversi rapidamente”.
Nelle ultime settimane, i costi di
finanziamento a lungo termine in diverse economie del G7 sono cresciuti sensibilmente, in scia ai timori degli investitori per l’inflazione crescente spinta dalla scarsità di approvvigionamento energetico, con il conflitto in l’Iran che, di fatto, blocca le forniture di petrolio e gas attraverso un punto di snodo cruciale come lo
Stretto di Hormuz.Intanto, proprio in questi minuti il
Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell'Iran ha annunciato la costituzione di un nuovo ente incaricato di gestire lo Stretto di Hormuz, che Teheran ha di fatto chiuso e per il cui
attraversamento intende imporre un pedaggio alle navi. L'Ente si chiama Autorità dello Stretto del Golfo Persico.
Al centro dell'agenda anche il
tema dazi con
Consiglio, Commissione e Parlamento Ue che torneranno a sedersi al tavolo domani, martedi 19 maggio per dare il via libera all'intesa con gli Usa. Europa che si trova sotto un ultimatum da parte di Donald Trump il quale ha detto che se "entro il 250esimo compleanno degli Usa", il 4 luglio, l'Europa non rispetterà l'accordo, "le tariffe schizzeranno immediatamente a livelli ben più elevati" rispetto al 15 per cento previsto dall'intesa. In gioco, il patto siglato a Turnberry lo scorso luglio, in Scozia, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen