(Teleborsa) - Gli asset digitali hanno registrato afflussi per 1,1 miliardi di dollari, il livello settimanale più elevato da inizio gennaio. Il dato riflette probabilmente una rinnovata tolleranza per il rischio, sostenuta sia dai primi segnali di distensione geopolitica legati ad un possibile cessate il fuoco in Iran, sia da dati statunitensi su spesa e inflazione (CPI) risultati inferiori alle attese. Lo rileva l'approfondimento settimanale "Digital Asset Fund Flows Weekly" di CoinShares, la principale società di investimento europea specializzata in asset digitali e cripto-currency, a cura di James Butterfill, Head of Research di CoinShares.

I volumi di scambio sono aumentati del 13% su base settimanale, ma a 21 miliardi restano ben al di sotto della media da inizio anno di 31 miliardi di dollari. Il totale degli asset in gestione (AuM), tuttavia, è tornato a livelli che non si vedevano dall’inizio di febbraio.

Bitcoin ha registrato afflussi per un totale di 871 milioni di dollari, portando gli afflussi da inizio anno (YTD) a poco meno di 2 miliardi. Tuttavia, ciò non ha scoraggiato gli investitori ribassisti: lo short-Bitcoin ha registrato afflussi per 20,2 milioni, i più elevati su base settimanale da novembre 2024. Anche Ethereum ha visto un forte recupero del sentiment, con afflussi pari a 196,5 milioni, ma rimane uno dei pochi asset ancora in posizione di deflusso netto da inizio anno. XRP ha registrato afflussi per 19,3 milioni, mentre pochi altri asset hanno visto afflussi. Solana ha invece registrato modesti deflussi pari a 2,5 milioni.

A livello geografico, il sentiment positivo è stato quasi interamente concentrato negli Stati Uniti, che hanno registrato afflussi per 1,06 miliardi di dollari, pari al 95% degli afflussi settimanali totali. La Germania ha registrato afflussi per 34,6 milioni, mentre Canada e Svizzera hanno visto afflussi più contenuti, rispettivamente pari a 7,8 milioni e 6,9 milioni.

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