(Teleborsa) - "A nome di Intesa Sanpaolo desidero rivolgere un saluto e un ringraziamento a tutte le persone che partecipano al Convegno 2026 della FONDAZIONE MERITA – MERIDIONE ITALIA. Gli impegni operativi mi impediscono di essere oggi a Napoli, nella splendida sede di Via Toledo, e di condividere con voi il piacere della luce e dell’aria, il mare e la vivacità di Napoli.

Lasciatemi tuttavia ringraziare il Presidente Giuseppe Signoriello e il Presidente emerito Claudio De Vincenti della Fondazione Merita per avere scelto anche quest’anno la nostra sede storica di Napoli per presentare uno studio di grande interesse, dedicato alla situazione del Mezzogiorno dopo il PNRR.

Desidero ringraziare anche tutti coloro che partecipano alla discussione del tema, con interventi di alto livello istituzionale: il Vice Presidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud Luigi Sbarra, i Presidenti della Regione Puglia Antonio Decaro e della Regione Campania Roberto Fico e il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Ringrazio gli studiosi e i ricercatori di Prometeia, di SRM, della Luiss, dell’Istituto Universitario Europeo, dell’Università di Bari per i contributi che presentano stamane.

Vorrei sottolineare alcuni dei risultati che verranno presentati, che mi paiono assolutamente degni di nota.

Il primo è un dato di fatto: tra il 2019 e il 2024 la dinamica di crescita del Prodotto Interno Lordo meridionale ha superato quella nazionale di due punti percentuali, con un aumento cumulato del 7,7% contro il 5,8% medio dell’insieme del Paese: è dunque stato possibile invertire un divario storico e avviare un processo dinamico di crescita tendenzialmente omogeneo. Il secondo punto riguarda la convinzione che una parte importante del miglioramento sia da attribuire al PNRR, ai suoi contenuti e alla modalità di finanziamento: a livello europeo.

Sono importanti entrambi i punti: implicano il riconoscimento che un debito pubblico bene emesso e bene impiegato in investimenti economicamente e socialmente produttivi – un debito buono, direbbe Mario Draghi – non necessariamente è un accollo di oneri alle generazioni future, se alimenta un processo di crescita che consegnerà ricchezza a quelle generazioni.

Come presidente della banca cui fanno capo la maggiore raccolta e la maggiore erogazione di crediti in Italia, non posso che condividere quelle affermazioni. E sono particolarmente orgoglioso di poter affermare che Intesa Sanpaolo è anche la maggiore banca del Mezzogiorno, in termini di attività finanziaria sul territorio: siamo pronti a fare la nostra parte in Italia e in particolare nel Mezzogiorno anche in futuro.

Un ultimo accenno lo voglio dedicare al ricorso al debito comune europeo per finanziare investimenti sistemici come nel caso del PNRR. L’emissione di debito comune europeo a fronte di tali investimenti troverebbe facilmente sottoscrittori e contribuirebbe a creare un mercato finanziario unificato, ampio profondo e liquido, simile a quello che da decenni consente agli Stati Uniti e al dollaro di attrarre risorse dal resto del modo. Un simile indebitamento, programmato e vigilato dal lato degli impieghi, non creerebbe rischi finanziari: al contrario, ridurrebbe la seduzione che l’ampio, profondo e liquido mercato finanziario USA esercita verso il risparmio europeo, che continua ad attraversare l’Atlantico e va a correre maggiori rischi in un mercato finanziario, quello USA, che dopo Lehman Brothers ci ha esposti ai fallimenti delle cosiddette "banche regionali californiane" e sta alimentando un rischio di bolla sugli investimenti in IA e in capacità di calcolo e di generazione elettrica ad essa destinati.

Fare debito europeo buono si può, se lo si investe bene. Le banche europee sono sane: Intesa Sanpaolo in particolare. Siamo pronti a crescere insieme con il Mezzogiorno, e lo faremo. Con questa prospettiva vi saluto e vi auguro una giornata interessante e istruttiva".