(Teleborsa) - Teheran ha annunciato questo pomeriggio la "completa riapertura" dello Stretto di Hormuz al traffico navale, facendo letteralmente crollare le quotazioni del greggio ed offrendo un segnale incoraggiante per la fine della guerra con Stati uniti e Israele, soprattutto in vista dei negoziati che si svolgeranno il prossimo weekend a Islamabad.
"In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi con un post su X, spiegando che le navi potranno transitare sulla "rotta coordinata" annunciata dalle autorità iraniane.
L'annuncio è stato accolto con favore dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha commentato la vicenda sul suo social Truth, precisando che "il blocco navale nei confronti dell'Iran rimarrà pienamente in vigore, fino a quando i negoziati con l'Iran non saranno completamente conclusi". "Questo processo dovrebbe procedere molto rapidamente, poiché la maggior pare dei punto sono stati già negoziati".
La notizia della riapertura dello Stretto arriva all'indomani del cessate il fuoco fra Libano e Israele ed in concomitanza con il vertice di Parigi sulla ripresa della navigazione post bellica e sullo sminamento dello Stretto. Vertice al quale hanno partecipato i leader delle principali economie europee - Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia - ed i leader di una quarantina di Stati che si definiscono "non belligeranti".
In risposta alla notizia della riapertura dello Stretto di Hormuz, il petrolio WTI a New York ha fatto un tonfo di oltre il 10% a 84,52 dollari al barile, mentre il Brent è scivolato dell'11% a 88,73 dollari. In precedenza le quotazioni oscillavano al di sopra dei 90 dollari, comunque lontano dai picchi di 120 dollari raggiunti nella fase più acuta della crisi mediorientale.