(Teleborsa) - Le tasse fanno più danni della guerra. È questa in sintesi la posizione espressa da Michael O leary, Group CEO di Ryanair, riguardo alla carenza di combustibile dovuta alla crisi in medio oriente: "Al momento, non prevediamo carenze di carburante per i mesi di aprile, maggio o giugno. Le compagnie petrolifere sono ragionevolmente fiduciose grazie al fatto che la maggior parte del carburante per aerei provenga da America, Africa occidentale e Norvegia, e non dal Medio Oriente. In Ryanair, abbiamo coperto l'80% del nostro fabbisogno di carburante fino a marzo 2027. Siamo quindi ragionevolmente fiduciose che non ci saranno interruzioni, ma prima finirà la guerra in Medio Oriente, meglio sarà per tutte le compagnie aeree e per chiunque stia pianificando le vacanze estive". La situazione si presenta quindi stabile fino a maggio per la maggior parte dell'Europa, mentre il Regno Unito, il cui principale fornitore di Jet Fuel è il Kuwait, corre rischi più immediati.


Se quindi il carburante non è un rischio nell'immediato per Ryanair (che oltretutto ha l'80% del proprio fabbisogno di carburante fino a marzo 2027, disponibile al prezzo bloccato di 70$ al barile), secondo O’leary il danno maggiore per il mercato dei voli low cost in italia deriva dall’Emission Trading System europeo e dalle addizionali comunali presenti in alcuni aeroporti: "Il danno maggiore causato all'aviazione italiana deriva dalle tasse, in particolare dall'addizionale comunale. Diverse grandi regioni la hanno già abolita, esattamente come il governo svedese, quello albanese e quello slovacco hanno abolito le tasse sull'aviazione. È tempo di sbarazzarsi di queste tasse sull'aviazione. Chiediamo alla Commissione Europea di ridurre le tasse ETS, allineandole al CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation), che è quello che regola le compagnie non europee. Dobbiamo avere parità di condizioni in Europa, più velocemente riusciremo ad abolire queste tasse 'stupide', come l'addizionale comunale o l'ETS, più potremo abbassare le tariffe aeree e rendere i viaggi più accessibili per i cittadini italiani e per i turisti che visitano l'Italia".

Più strutturato su questo argomento è il parere di Eddie Wilson, CEO di Ryanair, che sostiene che la gestione dei due aeroporti romani, tra spese fuori mercato e gestione del rumore, impedisce uno sviluppo reale delle rotte domestiche, in primis quelle verso le isole: "Le regioni dove l'addizionale comunale e i costi eccessivi sono stati ridotti stanno crescendo fortemente. Guardate la Calabria, l'Abruzzo, l'Emilia-Romagna, la Sicilia, il Friuli-Venezia Giulia: stiamo crescendo molto in quelle zone. Stiamo crescendo a Roma? No, perché i costi continuano a salire e questa è una cattiva notizia soprattutto per i cittadini italiani che viaggiano dalle regioni, perché Fiumicino e Ciampino si stanno tagliando fuori dal mercato con i loro prezzi. Ciampino è chiusa alla crescita per via della questione rumore, che non è stata affrontata in modo 'scientifico'. Quindi, l'Italia cresce fortemente nelle regioni ma purtroppo non a Roma". Secondo Wilson, i pochi slot disponibili a Ciampino rendono i voli verso le destinazioni italiane meno numerosi, e quindi fisiologicamente più cari, mentre gli alti costi di Fiumicino rendono i voli fondamentalmente fuori mercato.

(Foto: Michael O'Leary)