(Teleborsa) - Annuncio choc da parte degli Emirati Arabi Uniti, che hanno annunciato a sorpresa l'uscita dal cartello OPEC a partire da venerdì 1° maggio, dopo quasi 60 anni dall'adesione all'Organizzazione dei produttori che ha sede a Parigi. Un duro colpo al cartello, trovatori ad affrontare una delle fasi più critiche della sua storia a causa del conflitto in Iran, che ha amplificato i contrasti all'interno del Gruppo dei produttori di greggio.

L'uscita degli Emirati Arabi dall'OPEC rappresenta una perdita significativa per il cartello, che per anni si è occupato di bilanciare i mercati petroliferi globali e di difendere i prezzi gestendo le forniture di greggio. Sino al mese di febbraio, quando poi è scattato l'attacco di USA e Israele ai danni dell'Iran, gli Emirati Arabi Uniti erano il terzo produttore dell'OPEC, dopo Arabia Saudita e Iraq. Il Paese era entrato a far parte dell'OPEC nel 1967, sette anni dopo la sua fondazione.

L'annuncio giunge dopo settimane di attacchi missilistici e lanci di droni da parte dell'Iran, anch'esso membro dell'OPEC, a danno degli Emirati Arabi, che si sono trovati costretti a fermare la produzione di greggio a causa degli attacchi alle sue infrastrutture. In più, il blocco dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran ha gravemente compromesso la capacità degli Emirati di esportare petrolio, con pesanti ripercussioni sull'economia del Paese mediorientale.

"Questa decisione fa seguito a una revisione completa della politica produttiva degli Emirati Arabi Uniti e della sua capacità attuale e futura, ed è basata sul nostro interesse nazionale e sul nostro impegno a contribuire efficacemente a soddisfare le urgenti esigenze del mercato", ha dichiarato il Ministro dell'Energia emiratino.

Gli Emirati Arabi Uniti ritengono che le carenze causate dalla guerra richiederanno flessibilità per rispondere alle richieste del mercato e non vogliono essere vincolati dal processo decisionale collettivo dell'OPEC, con il quale si sono trovati spesso in disaccordo negli ultimi anni, soprattutto con l'altro grande produttore, l'Arabia Saudita.

La notizia dell'uscita degli Emirati dall'OPEC ha fatto volare le quotazioni del greggio, che a Londra si è spinto sino a 111 dollari al barile.