(Teleborsa) - Dal 20% nel 2023 al 43% nel 2024, fino al 52% nel 2025: è questa la crescita nell’utilizzo dell’IA generativa tra i professionisti in Italia. A questi dati si aggiunge un ulteriore +40% nella domanda di profili legati all’IA registrato nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, segnale evidente del passaggio da ambito sperimentale a leva strategica per lo sviluppo delle imprese.
È quanto emerge dalla Salary Guide 2026 di Hays Italia, leader globale nella selezione del personale e nelle soluzioni per le risorse umane. La diffusione di queste tecnologie ha accelerato la nascita di nuove competenze e figure professionali dedicate alla loro implementazione in azienda, affiancate da ruoli orientati alla governance e alla regolamentazione per garantirne un utilizzo corretto e responsabile.
La richiesta si concentra soprattutto su profili come AI Engineer, Data Engineer e Generative AI Specialist, fondamentali per progettare modelli, gestire infrastrutture, elaborare dati e sviluppare applicazioni basate su IA generativa. Parallelamente cresce l’interesse per competenze di governance e compliance: figure come AI Governance e Compliance Specialist sono sempre più chiamate a presidiare responsabilità, trasparenza, gestione del rischio e protezione dei dati, in linea con l’evoluzione del quadro normativo europeo.
A fronte della crescente diffusione dell’IA, si evidenzia un divario sempre più marcato sul fronte della formazione. Oggi oltre la metà dei professionisti utilizza regolarmente strumenti di IA generativa, ma ben il 77% si dichiara disponibile a partecipare a workshop o percorsi formativi dedicati. Un dato che conferma come l’adozione dell’IA stia diventando trasversale a tutte le funzioni aziendali, mentre il supporto delle organizzazioni fatica a tenere lo stesso passo.
"L’IA è arrivata per restare e per le aziende non è più il momento di chiedersi se adottarla, ma come farlo in modo efficace", commenta Fabiano Peveralli, Director di Hays Italia. "Oggi viene percepita sempre di più come una leva per l’aumento della produttività e dell’efficienza, dell’innovazione e della competitività. Per sfruttarne pienamente il potenziale serve accompagnarne la diffusione con formazione e aggiornamento continui. Registriamo in ogni caso un impatto diretto sul mercato del lavoro perchè cresce la domanda di competenze specialistiche, sul fronte tecnologico e su quello della governance e della compliance. Chi non accelera ora su questo fronte, accumulerà in poco tempo un ritardo difficile da colmare".
Secondo la Salary Guide 2026 di Hays, l’IA è ormai utilizzata da oltre metà dei lavoratori italiani e viene percepita come uno strumento sempre più concreto: il 63% ne evidenzia i benefici in termini di produttività ed efficienza, il 55% nel supporto all’analisi dei dati e il 38% nella generazione di idee e contenuti.
La ricerca mostra inoltre come l’impatto sul lavoro sia prevalentemente graduale: il 68% delle aziende si dichiara poco o per nulla preoccupato per i rischi occupazionali, mentre tra i giovani (20-29 anni) questa quota sale all’84%. Con il 45% delle organizzazioni che già utilizza l’IA in modo regolare, emerge un quadro in cui l’Intelligenza Artificiale è vista più come leva di evoluzione delle competenze che come fattore di sostituzione, rendendo sempre più necessari percorsi strutturati di formazione e integrazione.
L’avanzata dell’intelligenza artificiale non è priva di sfide sul piano etico e normativo. L’entrata in vigore della prima legge dell’Unione Europea sull’IA, prevista per agosto 2026, segnerà un punto di svolta in termini di trasparenza, supervisione e controllo dei sistemi automatizzati. In questo senso, Hays ribadisce l’importanza di gestire adeguatamente questo processo di trasformazione.
"La sfida attuale non è soltanto introdurre l’IA nei processi, ma farlo in modo consapevole e responsabile. Questo significa integrare la tecnologia come strumento di lavoro a supporto delle persone, senza sostituirne il ruolo. La sfida è creare le condizioni perché l’IA possa concorrere a migliorare concretamente la qualità del lavoro, la capacità decisionale, la competitività aziendale", conclude Fabiano Peveralli, Director di Hays Italia.
IA generativa: +40% domanda di talenti e diffusione al 52% tra i professionisti
Lo evidenzia la Salary Guide 2026 di Hays Italia
29 aprile 2026 - 16.40