(Teleborsa) - Seduta in ribasso per Milano e le altre Borse europee, di riflesso alla nuova impennata del greggio al di sopra die 111 dollari al barile ed alle incertezze sugli sviluppi e sulla durata del conflitto in Medioriente.

Trump ha infatti tacciato come "inaccettabile" l'ultima proposta recapitata da Teheran, annunciando che farà scortare le navi mercantili e le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre il regime iraniano considera questo atto una dimostrazione di guerra e promette di reagire.

Di fronte a questa impasse, le quotazioni del greggio, che erano scese marginalmente grazie alla decisione dell'Opec+ di aumentare la produzione di 188mila barili, sono tornate a salire verso i recenti massimi relativi. Il Brent al momento scambia a 111,80 dollari, mentre il WTI sale a 105,42 dollari.

Sul fronte macro, l'indice Sentix europeo ha registrato un leggero miglioramento a maggio, mentre l'indice PMI di aprile conferma una ripresa del settore manifatturiero nell'Eurozona.

Sessione debole per l'euro / dollaro USA, che scambia con un calo dello 0,36%. Scambia in retromarcia l'oro, che scivola a 4.562,5 dollari l'oncia.
Sui livelli della vigilia lo spread, che si mantiene a +82 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 3,90%.

Tra gli indici di Eurolandia senza slancio Francoforte, che negozia con un -0,08%, mentre fa peggio Parigi, che scende dell'1%. Chiusa per festività la City di Londra.

Segno meno per il listino milanese, con il FTSE MIB che accusa una discesa dello 0,83%; sulla stessa linea, giornata negativa per il FTSE Italia All-Share, che continua la seduta a 50.306 punti, in calo dello 0,79%. Pressoché invariato il FTSE Italia Mid Cap (+0,02%); sale il FTSE Italia Star (+0,75%).

In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano troviamo STMicroelectronics (+4,32%), di riflesso alla performance positiva die tech in Asia e USA. Brilla anche Nexi (+3,75%), in scia ai rumors su un interesse di CVC. Non da meno DiaSorin (+3,27%).

La peggiore al momento è Enel, che prosegue le contrattazioni a -2,46%, in un settore energetico complessivamente sacrificato, che vede anche A2A lasciare sul terreno il 2,35% ed Hera il 2,14%.

Calo deciso per Banco BPM, che segna un -2,3%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Cembre (+8,22%), Tamburi (+2,85%), BFF Bank (+2,41%) e Intercos (+2,15%).

Le più forti vendit su Banco Desio, che prosegue le contrattazioni a -7,16%.

Sessione nera per Ascopiave, che lascia sul tappeto una perdita del 4,03%.

Soffre Safilo, che evidenzia una perdita del 3,75%.

Preda dei venditori NewPrinces, con un decremento del 3,62%.