(Teleborsa) - Ad aprile sono state immatricolate 155.210 autovetture a fronte delle 139.106 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari ad un aumento del 11,58%. Lo comunica il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti spiegando che i trasferimenti di proprietà sono stati 480.976 a fronte di 475.733 passaggi registrati ad aprile 2025, con un aumento del 1,10%.
Il volume globale delle vendite mensili, pari a 636.186, ha interessato per il 24,40% vetture nuove e per il 75,60% vetture usate. Le immatricolazioni rappresentano le risultanze dell’Archivio Nazionale dei Veicoli al 30.04.2026, mentre i dati relativi ai trasferimenti di proprietà si riferiscono alle certificazioni rilasciate dagli Uffici della Motorizzazione nel mese di aprile 2026.
“Ad aprile il mercato italiano dell’auto mantiene una dinamica positiva, segnando un rialzo a doppia cifra (+11,6%) – ha commentato Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA. Il risultato beneficia anche di un giorno lavorativo in più rispetto allo stesso mese del 2025 (21 giorni contro 20). A fronte del trend registrato del primo quadrimestre 2026, abbiamo rivisto al rialzo le previsioni di chiusura d’anno: il mercato potrebbe puntare verso il 10% di volumi in più rispetto ai volumi del 2025. A sostenere la domanda nel mese sono principalmente i privati, unico canale in crescita a doppia cifra, che rappresentano quasi il 50% del totale immatricolato ad aprile.
Sul fronte delle alimentazioni prosegue la crescita delle vetture elettriche (BEV), che raggiungono una quota dell’8,5% ad aprile, mentre le ibride plug-in (PHEV) si avvicinano alla soglia del 10%. In questo contesto, auspichiamo che le misure a supporto dell’industria annunciate qualche mese fa dal MIMIT nell’ambito del Fondo Automotive possano presto entrare in vigore grazie ad una rapida approvazione del relativo DPCM. E’ fondamentale, infatti, rendere finalmente operative le risorse destinate alle imprese per facilitare gli
investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, più che mai necessari in questa fase di transizione energetica”.
“Il mercato si muove, ma resta prigioniero della fragilità del contesto: senza un quadro stabile e prevedibile, la domanda si sospende. Oggi il vero nodo è la fiducia: famiglie e imprese rinviano le decisioni perché il quadro cambia più velocemente delle loro certezze”, spiega Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE.
Tra le vetture ricaricabili (ECV), le elettriche pure (BEV) registrano una quota dell’8,5% ad aprile, in netta crescita rispetto al 4,8% di aprile 2025, pur se in leggera flessione guardando all’8,6% di marzo. Questo dato riflette ancora l’onda lunga degli incentivi e degli ordini acquisiti nel 2025, concentrati tra l’altro su uno specifico brand e un singolo modello - già molto economico e reso ancor più accessibile dagli 11.000 euro di abbattimento del prezzo legati agli incentivi - che pesa circa il 31% del totale immatricolato. Le ibride plug-in (PHEV) continuano a mostrare un’elevata dinamicità grazie all’ampliamento dell’offerta (120 modelli immatricolati a gennaio-aprile) e alle disposizioni sulle vetture aziendali in fringe benefit. La loro quota di mercato ad aprile raggiunge il 9,1%, in forte crescita rispetto al 5,7% dello stesso mese 2025 e in linea con il 9,1% di marzo. Complessivamente, la quota delle ECV ad aprile si posiziona al 17,6%.
Proprio in merito agli incentivi, diviene ancora più urgente il tema rimborsi dei contributi MASE, data la significativa esposizione finanziaria sostenuta dai concessionari. UNRAE sta intensificando in questa fase le interlocuzioni con le Strutture ministeriali per individuare soluzioni operative utili per assicurare certezza agli operatori coinvolti e accelerare i tempi di rimborso. In tale contesto, risulterebbe quanto mai opportuno disporre di informazioni puntuali sui veicoli incentivati effettivamente immatricolati, con specifica evidenza - tra l'altro - della ripartizione tra autovetture e veicoli commerciali leggeri, così da consentire analisi complete della misura e dei suoi effetti reali sul mercato.
Riguardo alle flotte aziendali, in particolare, emerge sempre più chiaramente il ruolo centrale della fiscalità come asset decisivo per la competitività del nostro Paese. Un intervento del legislatore in quest’ambito resta fondamentale per allineare l’Italia ai principali partner europei, attivando un moltiplicatore immediato nella diffusione delle tecnologie avanzate ed evitando che la transizione alla mobilità elettrica resti un esercizio teorico.
“Servono scelte strutturali e urgenti per riformare la fiscalità in chiave ‘green’ – detraibilità IVA, deducibilità dei costi, periodo di ammortamento – con un approccio graduale ma concreto, che parta subito dalla leva più efficace, la deducibilità, per rinnovare le flotte e accelerare davvero l’adozione di veicoli a zero e bassissime emissioni. La fiscalità dell’auto aziendale poggia ancora su un’impostazione costruita in un contesto ormai datato e molto diverso da quello attuale: un’architettura che non riflette più né l’evoluzione del mercato, né gli obiettivi della transizione. Aggiornarla oggi non è solo opportuno, è necessario. È il momento che le istituzioni trasformino questo tema in una priorità concreta e non più rinviabile, e l’opportunità offerta dalla Delega Fiscale, in scadenza a fine agosto, è un’occasione imperdibile per concretizzare queste modifiche”, spiega Pietrantonio.