(Teleborsa) - E' di nuovo chiusura fra Stati Uniti ed Iran dopo l'ennesimo tentativo (fallito) di negoziazione. Il Presidente americano Donald Trump ha rispedito al mittente anche l'ultima proposta avanzata da Teheran, ritenendola ancora "inaccettabile", che prevede un mese di negoziati per raggiungere un accordo su Hormuz e la fine del conflitto. E, intanto, annuncia che scorterà gratuitamente le navi mercantili e le petroliere bloccate le Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz, provocando una risposta adirata delle autorità iraniane, che confermano che lo considererebbero un atto di guerra.

L'impasse in Medioriente dunque non si sblocca, con Trump che continua a minacciare la ripresa degli attacchi in Iran, dopo aver ricevuto una proposta in 14 punti da Teheran che, come confermato da un portavoce di Teheran, si concentra sulla fine della guerra e non prevede né la soluzione della vertenza sul nucleare né tantomeno lo sminamento dello Stretto di Hormuz.

Proposta che, nonostante le autorità americane confermino essere "all'esame", Trump in persona definisce "inaccettabile", tornando a minacciare l'Iran di nuovi attacchi. "Trump deve scegliere tra un'operazione impossibile e un cattivo accordo con la Repubblica Islamica", ribadiscono fonti iraniane.

Non ci sono dettagli invece sulla controproposta americana, che sicuramente tenta di chiudere la partita del nucleare, principale motivo a giustificazione di un intervento in Iran, e non esclude nuovi interventi militari, come confermano le ultimo messe del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha convocato il gabinetto di sicurezza in vista di una possibile interruzione della tregua.

Frattanto, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti scorteranno le navi neutrali, bloccate nel Golfo Persico, attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da oggi. "Il movimento delle navi ha il solo scopo di liberare persone, aziende e Paesi che non hanno fatto assolutamente nulla di male: sono vittime delle circostanze", ha spiegato Trump in un post sul suo social, aggiungendo "se, in qualsiasi modo, questo processo umanitario dovesse essere ostacolato, tale interferenza, dovrà essere affrontata con la forza".

Per tutta risposta, l'esercito iraniano ha intimato agli USA di non entrare nello Stretto, avvertendo che risponderà "duramente" a qualsiasi minaccia ed invitando le navi mercantili e le petroliere a non attraversare lo Stretto senza un coordinamento con le forze iraniane. "La sicurezza dello Stretto di Hormuz è nelle nostre mani", ha avvertito l'esercito, aggiungendo "qualsiasi forza armata straniera, in particolare l'aggressivo esercito Usa, sarà attaccata se intenderà avvicinarsi ed entrare nello Stretto di Hormuz”.