"Pensiamo sia importante adeguare le aspettative legate alla propria pensione e alla previdenza integrativa rispetto al ciclo di vita, il che significa investire di più sulla componente azionaria - ha aggiunto - In Italia ci sono stati esempi di successo come i PIR, i Piani Individuali di Risparmio, che avevano consentito di spostare i capitali dei risparmiatori italiani fino a 20 miliardi sulle aziende nazionali grazie a un incentivo fiscale. Un mix di incentivo fiscale intelligente unito a una componente previdenziale e assicurativa può essere il modo migliore per mettere al lavoro questi capitali che dormono sui conti correnti".
In merito alle prospettive offerte dalla Savings and Investments Union (SIU) e dai Savings Investment Account (SIA), Manetti ha commentato che "il fatto che portare capitali alle aziende attraverso le quotazioni diventi una priorità europea è sicuramente una buona notizia". Tuttavia, ha sottolineato "l'esigenza di evitare che tali iniziative facciano da cassa di compensazione togliendo risorse da una parte per metterle dall'altra". Il timore espresso è che "il risultato finale possa tradursi in meno risorse per le aziende italiane a favore di quelle europee; considerando che la stragrande maggioranza del risparmio degli italiani è già investita all'estero, questo non rappresenterebbe un esito positivo per il sistema Paese".
Relativamente all'integrazione con Banca Generali, l'AD di Intermonte ha dichiarato che l'operazione sta "procedendo positivamente, in particolare per la sinergia tra una banca private con una forte componente di clientela di fascia alta, composta in larga parte da imprenditori. Questi ultimi gestiscono il patrimonio attraverso Banca Generali, ma affrontano tematiche altrettanto rilevanti legate alla gestione dell'impresa, come i passaggi generazionali e la raccolta di capitali. Intermonte può mettere le proprie competenze al servizio delle PMI clienti della banca, creando un modello vantaggioso per tutti gli attori coinvolti".
(Foto: Giovanni Ricciardi)