(Teleborsa) - Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre 2026 con un utile netto in crescita del 5,6% a 2.761 milioni di euro, da 2.615 milioni del primo trimestre 2025. I proventi operativi netti sono stati in crescita del 5,3% rispetto al primo trimestre 2025, con un +3,1% per le commissioni nette, un +3% per il risultato dell'attività assicurativa, un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e un +0,1% per gli interessi netti.
Viene segnalata una elevata efficienza, con un cost/income al 35,9%, tra i migliori nell'ambito delle maggiori banche europee, e un costo del rischio annualizzato a 16 centesimi di punto, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro. A a fine marzo 2026, l'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all'1,8% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall'EBA, l'incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all' 1,5% al lordo; l'esposizione verso la Russia è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,05% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo: crediti a clientela della controllata russa vicini allo zero, crediti a clientela cross-border verso la Russia in larga parte in bonis e classificati a Stage 2.
Intesa Sanpaolo garantisce un significativo ritorno cash per gli azionisti: 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata nel trimestre, di cui 2,1 miliardi come dividendi, che si aggiungono ai 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026 e al buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026.
La banca sottolinea anche l'elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi anche grazie all'accelerazione nella trasformazione tecnologica (5,7 miliardi di euro già investiti e circa 2.500 specialisti IT già assunti, dal 2022 al primo trimestre 2026), che abilita il ricambio generazionale, senza impatti sociali, e risparmi di costi (circa 570 milioni di euro a regime, nel 2030), senza impatti sui ricavi grazie allo snellimento dei processi abilitato dalla tecnologia e dall'AI; ci sarà una riduzione di circa 6.100 persone del Gruppo entro il 2029, risultante da circa 12.400 uscite che si aggiungono alle circa 3.900 nel 2025 (circa 1.400 uscite già avvenute nel primo trimestre 2026), conseguenti a circa 9.750 uscite volontarie - incluso il turnover naturale - in Italia (circa 1.125 già avvenute nel primo trimestre 2026) e circa 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali /circa 275 già avvenute nel primo trimestre 2026), e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia, di cui circa 2.300 come Global Advisor, in aggiunta alle circa 1.300 nel 2025 principalmente Global Advisor (circa 500 persone già assunte nel primo trimestre 2026, di cui circa 350 Global Advisor).
Per il 2026 Intesa Sanpaolo prevede un utile netto a circa 10 miliardi di euro, derivante da: crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell'attività assicurativa, con interessi netti in aumento anche grazie all'hedging sulle poste a vista e alla crescita dei volumi; costi stabili; significativa riduzione degli accantonamenti; aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo. Si prevede una forte distribuzione di valore con un payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.