(Teleborsa) - Tinexta ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi a 106,1 milioni di euro (-0,3% rispetto al Q1 2025) e un EBITDA adjusted a 15,2 milioni (-14,2%), con margine al 14,3% (da 16,7%). La perdita netta delle continuing operations è pari a 4,9 milioni (da un utile di 3,6 milioni), mentre l'utile netto adjusted è positivo per 0,7 milioni. Il free cash flow adjusted delle continuing operations cresce del 12,2% a 34,7 milioni. L'indebitamento finanziario netto sale a 351,1 milioni (+111,3 milioni rispetto a fine 2025), principalmente per la rilevazione della passività da 137 milioni per l'esercizio della call option sulla partecipazione del 16,09% in Tinexta Infocert da parte di Bregal Milestone.
Il calo dell'EBITDA è interamente attribuibile alla BU Cybersecurity (-61% a 1,1 milioni, margine al 5,4%), penalizzata dall'abbandono di attività di system integration a bassa marginalità e dalla flessione dei servizi advisory e managed security, e alla BU Business Innovation (-43,4% a 2,1 milioni), impattata dalla debole performance del gruppo ABF in Francia (tassi di successo al 14% contro il 29% del 2025) nonostante la crescita dei Servizi Agevolativi in Italia (+58%) per il contributo della misura Transizione 5.0. La BU Digital Trust tiene con ricavi a 54,6 milioni (+0,4%) e EBITDA a 16,1 milioni (+1,3%, margine al 29,4%).
Sul fronte del delisting, il CdA ha rinviato le deliberazioni esecutive sulla fusione in Zinc BidCo in attesa di verificare le intenzioni dell'acquirente di salire ulteriormente: Zinc BidCo detiene oggi insieme alle persone che agiscono di concerto l'89,9% del capitale, prossimo alla soglia del 90% che farebbe scattare l'obbligo di acquisto ex art. 108 TUF con conseguente delisting automatico.
La guidance 2026 è confermata: ricavi +3-4%, EBITDA adjusted +6-7%, PFN/EBITDA tra 3,1x e 3,3x a fine anno.