(Teleborsa) - E' scattato questa mattina lo sciopero generale di 24 ore nel settore dei trasporti, che coinvolgerà le ferrovie ed il TPL, creando disagi per i pendolari e per chi si sposta per studio o per lavoro. Le motivazioni dello sciopero sono politiche che di natura economico-contrattuale, per dire no ad "un'economia di guerra" e per prendere una posizione "contro il riarmo".

"Fermiamo il Paese per dire che nessun lavoratore, nessuna lavoratrice, nessuno studente, nessun territorio può essere trascinato dentro questa economia di morte", afferma l'Usb, aggiungendo "chiediamo al Governo italiano la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale e militare con lo Stato terrorista di Israele", "l’embargo definitivo delle armi verso Israele e verso tutti gli scenari di guerra". "Lo sciopero generale del 18 maggio vive dentro un percorso più ampio di mobilitazione contro guerra, genocidio, riarmo, repressione e impoverimento sociale", prosegue Usb, aggiungendo "il 18 maggio fermiamo il Paese contro guerra, genocidio, riarmo e repressione. Per salari, welfare, sanità, scuola, diritti, democrazia".

Sul fronte delle ferrovie, l'astensione dal lavoro è scattata ieri sera alle ore 21 e durerà fino alle 21 di stasera, tenendo ferme le consuete fasce di garanzia valide per i treni regionali. Il Gruppo FS ha attivato i consueti canali di informazione per la viabilità ferroviaria.

Ripercussioni sono previste anche sul Trasporto Pubblico Locale (TPL), colpendo bus, metro e tram in diverse città. Le fasce di garanzia previste per il TPL vanno dalle ore 6 alle 9 e dalle 18 alle 21.

Allo sciopero dei trasporto si unisce anche quello della scuola e della sanità. Per quanto concerne l'Istruzione, il MIM ha confermato che sono "possibili disagi, a partire dai servizi educativi per i più piccoli". Le scuole hanno già fatto passare le circolari per avvisare le famiglie dei disagi per lo sciopero di insegnanti ed ATA. Colpita anche la sanità, dal primo all’ultimo turno della giornata, fatta eccezione per le le prestazioni indispensabili, come il pronto soccorso, la terapia intensiva e le cure urgenti, che saranno comunque garantite.