(Teleborsa) - "Le sigarette dovrebbero stare in un museo". È questa la posizione di Philip Morris international, uno dei principali produttori di tabacco mondiali, ma anche protagonista nel superamento dei prodotti tradizionali attraverso lo sviluppo di alternative prive di combustione che, pur non essendo prive di rischi, offrono un potenziale di minore nocività rispetto alle sigarette.


Lo stato dell’arte di questa transizione è stato presentato a Stoccolma durante l'ultima edizione di technovation, l'evento creato da Philip Morris proprio per stimolare il dibattito su queste tematiche. Durante l'evento, Tommaso Di Giovanni, Vice President Communication & Engagement PMI, ha spiegato nel dettaglio la visione di PMi: "Fino a una decina di anni fa le sigarette erano fondamentalmente l'unico prodotto di tabacco disponibile ai consumatori, e questo era problematico perché coloro che non smettevano di fumare non avevano alternative. Nell'ultimo decennio si è aperta invece un'opportunità molto importante, perché tramite la tecnologia, l'innovazione e la scienza, si è riusciti ad eliminare la combustione e quindi ad avere prodotti che non generano fumo, e che sono delle alternative reali per coloro che non vogliono smettere di fumare. È su questo che stiamo basando la nostra ambizione di un mondo senza fumo, un mondo in cui le sigarette vengano idealmente relegate ai musei o a qualcosa del passato, mentre tutti coloro che decidono di continuare ad assumere nicotina, possono farlo con prodotti che non generano combustione e quindi non generano fumo. Parliamo di prodotti come sigarette elettroniche, tabacco riscaldato o sacchetti di nicotina. Questa è la nostra ambizione, ci stiamo avvicinando a questa visione molto rapidamente: in paesi come l'Italia, più di un terzo della popolazione in certe città ha già adottato IQOS, mentre in paesi come il Giappone siamo a più della metà a livello nazionale, il cambiamento è reale ed è già in corso".

La Svezia non è stata scelta a caso per ospitare questa edizione, essendo il paese al mondo con il minor numero di consumatori di sigarette tradizionali. Anche Giappone e Italia sono in prima fila nella transizione del consumo di nicotina, e proprio nel nostro paese Philip Morris ha concentrato importanti investimenti, come ha spiegato Di Giovanni: "L'Italia è uno dei paesi fulcro di questa evoluzione e che sta dando ottimi risultati. Per questo abbiamo investito complessivamente oltre 3 miliardi di euro nella filiera, di cui un miliardo e mezzo destinati allo stabilimento e centro di innovazione di Crespellano, vicino a Bologna. Questo sito industriale impiega circa 40 mila persone sul territorio nazionale, arrivando a rappresentare circa lo 0,5% del PIL italiano".

Proprio in questo periodo la commissione europea sta discutendo l’aggiornamento della legislazione relativa al tabacco (la nuova regolamentazione è infatti attesa per fine anno), che dovrà decidere se optare per una linea più severa, che equipari i metodi di consumo privi di combustione a quelli tradizionali, od per una più permissiva, che usi la leva dei nuovi prodotti per eliminare definitivamente l’uso delle sigarette tradizionali, come ha raccontato Di Giovanni: " Noi speriamo soprattutto che la direzione sia simile a quella presa dai paesi più avanzati quando si tratta di politiche pubbliche relative al tabacco e alla nicotina. Paesi come gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda hanno legislazioni molto avanzate che permettono di spingere lo sviluppo di questi prodotti e di incoraggiare le persone ad adottarli. Paesi come la Nuova Zelanda non solo hanno una regolamentazione differenziata, ma addirittura fanno campagna attiva per incoraggiare i consumatori a trasferirsi da un prodotto all'altro. Ecco, noi speriamo che l'Unione Europea faccia tesoro di queste esperienze. Ad oggi però non è neanche possibile, per esempio, informare i consumatori sui rischi e i benefici di questi prodotti. Questo cosa vuol dire? Che in realtà agli occhi di un consumatore ci può essere la percezione che fumare o usare una sigaretta elettronica o un prodotto di tabacco riscaldato sia esattamente la stessa cosa, mentre sappiamo perfettamente che non lo è, perché uno genera combustione e l'altro non genera combustione e non genera fumo".

Attualmente, l'assenza di canali normativi idonei a informare i consumatori sui diversi profili di rischio e beneficio genera quindi una percezione di equivalenza tra il fumo tradizionale e l'uso di sigarette elettroniche o tabacco riscaldato. L'evidenza scientifica e i dati sui benefici derivanti dalla riduzione del consumo di tabacco tradizionale, trovano però un riscontro diretto nell'esperienza della Svezia. Nel Paese scandinavo infatti solo il 3,7% della popolazione consuma prodotti basati sulla combustione, che soprattutto a partire dal secondo dopo guerra sono stati sostituiti in larghissima parte dall'uso dello Snus, una particolare pasta di tabacco che si assume posizionandola tra labbro e gengiva. Lo Snus all'interno dell'unione europea è legale soltanto in Svezia, e secondo Karl Fagerstrom, Professore emerito tra i massimi esperti svedesi sui rischi legati al tabacco è il motivo principale per questa drastica riduzione: "Sono piuttosto orgoglioso del fatto che abbiamo solo il 4% di fumatori, e la percentuale è in netto calo, in pochi anni infatti speriamo di arrivare ad una percentuale vicinissima allo zero. Come siamo arrivati a questo risultato? Non certo perché non usiamo tabacco o nicotina. In realtà, i cittadini svedesi che utilizzano nicotina sono in numero pari alla media del resto dell'Unione Europea. In Svezia però noi la assumiamo in un modo decisamente meno dannoso. È stato infatti riconosciuto che i prodotti sostitutivi che forniscono nicotina a un fumatore che vuole smettere sono un presidio medico molto sicuro, e per stimolare questo processo, il governo non si è limitato a parlarne, ma ha preso decisioni concrete. Così, un anno e mezzo fa, la tasse sulle sigarette sono aumentate, mentre le tasse sulle alternative, come appunto lo Snus, sono state ridotte per creare una pressione che continui ad accelerare il calo del tabacco combusto".

L'edizione svedese di Technovation ha quindi delineato, ancora una volta, la prospettiva di Philip Morris secondo cui il futuro del settore risiede esclusivamente nei prodotti privi di combustione, con lo scopo concreto di ridurre l'impatto sanitario globale attraverso l'innovazione tecnologica.

(Foto: Un momento dell'introduzione dell'evento)