(Teleborsa) - Tutti negativi gli indici di Piazza Affari e degli altri principali listini europei.

La Commissione Europea ha pubblicato le Previsioni Economiche di Primavera 2026, rivedendo significativamente al ribasso le stime di crescita e al rialzo quelle di inflazione rispetto all'autunno 2025, a causa dello shock energetico innescato dal conflitto in Medio Oriente.

Per l'area euro, il PIL 2026 è ora atteso a +0,9% (da +1,2% delle previsioni autunnali, -0,3 punti percentuali) e a +1,2% nel 2027 (da +1,4%). Per l'UE nel suo complesso, la crescita scende a +1,1% nel 2026 (da +1,4%) e risale a +1,4% nel 2027. L'inflazione nell'area euro è rivista al 3,0% nel 2026 (un punto percentuale intero sopra le stime autunnali di 1,9%) e al 2,3% nel 2027 (da 2,0%). L'UE segna rispettivamente 3,1% e 2,4%.

Focus sul Medio Oriente
. Secondo quanto riferito da Reuters la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha emesso una direttiva secondo cui l'uranio quasi di qualità militare non deve essere trasferito all'estero, inasprendo la posizione di Teheran su uno dei nodi centrali dei negoziati di pace con Washington. Secondo fonti iraniane di alto livello, l'establishment ritiene che esportare il materiale renderebbe il Paese più vulnerabile a futuri attacchi. La direttiva si scontra con le richieste americane e israeliane.

Sul fronte macroeconomico, dopo la nuova riduzione dell'attività economica del settore privato dell'eurozona dello scorso aprile, i dati dell'indagine PMI di maggio 2026 segnano un ulteriore declino. Le contrazioni sono peggiorate per produzione, nuovi ordini e occupazione, mentre la fiducia è scivolata ancora più in basso. Il motivo principale del declino dei livelli di attività è legato alla crescente pressione dei costi. I prezzi di acquisto hanno indicato l'aumento più rapido in tre anni e mezzo, e l'inflazione dei prezzi di vendita è anch'essa accelerata.

A marzo la bilancia delle partite correnti dell'Area Euro ha chiuso con un surplus di 15 miliardi di euro, in diminuzione rispetto all'attivo di 26 miliardi di euro di febbraio. Le stime degli analisti erano per un avanzo in salita fino a 26,3 miliardi. Su base non destagionalizzata, si registra un avanzo di 24 miliardi dai 21 miliardi del mese precedente. È quanto ha rilevato dalla BCE.

Nessuna variazione significativa per l'euro / dollaro USA, che scambia sui valori della vigilia a 1,161. L'Oro è in calo (-0,71%) e si attesta su 4.512,2 dollari l'oncia. Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno del 2,82%.

Pesante l'aumento dello spread, che si attesta a +75 punti base, con un deciso aumento di 4 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 3,87%.

Tra i listini europei sostanzialmente debole Francoforte, che registra una flessione dello 0,65%, si muove sotto la parità Londra, evidenziando un decremento dello 0,50%, e contrazione moderata per Parigi, che soffre un calo dello 0,57%.

Il listino milanese continua la seduta poco sotto la parità, con il FTSE MIB che lima lo 0,62%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 51.497 punti.

Leggermente negativo il FTSE Italia Mid Cap (-0,46%); con analoga direzione, in lieve ribasso il FTSE Italia Star (-0,49%).

Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, decolla Avio, con un importante progresso del 4,64%.

Generali Assicurazioni avanza dell'1,70%.

Si muove in territorio positivo Ferrari, mostrando un incremento dell'1,60%.

Si muove in modesto rialzo ENI, evidenziando un incremento dell'1,42%.

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Unicredit, che prosegue le contrattazioni a -2,91%.

Spicca la prestazione negativa di DiaSorin, che scende del 2,74%.

Intesa Sanpaolo scende del 2,07%.

Calo deciso per BPER Banca, che segna un -1,99%.

Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Philogen (+2,25%), BFF Bank (+1,59%), Sesa (+1,46%) e Italmobiliare (+1,20%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Carel Industries, che continua la seduta con -6,42%.

Sotto pressione Fiera Milano, con un forte ribasso del 2,73%.

Soffre Safilo, che evidenzia una perdita del 2,23%.

Preda dei venditori Revo Insurance, con un decremento del 2,19%.