(Teleborsa) - Dalle aule ai quartieri, fino alle politiche pubbliche locali, la scuola può diventare uno degli snodi più concreti della transizione climatica. È questo il tema al centro della conferenza "Dalla Classe alla Città: le Scuole nella Transizione Climatica", in programma sabato 23 maggio 2026, dalle 9 alle 13, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano, in presenza e in streaming.
L’incontro, promosso dalla comunità italiana del Patto Europeo per il Clima, mette a confronto istituzioni, mondo della ricerca, amministratori locali, docenti e studenti su una domanda sempre più urgente: come possono le scuole contribuire alla trasformazione ecologica delle città?
Saranno tante le voci che animeranno la mattinata di lavori. Si parte con l’intervento di Leonardo Di Filippo, Team Leader del Patto Europeo per il Clima presso la Direzione Generale per il Clima della Commissione Europea che illustrerà il ruolo del Patto nella costruzione della resilienza climatica in Europa.
"Il Patto Europeo per il Clima è il cuore della resilienza europea: in Italia, con 108 Ambasciatori e 8 partner, e in Europa con una rete di 1.200 Ambasciatori e oltre 100 organizzazioni, il Patto dimostra che la transizione non è solo una questione di politiche o normative, ma richiede un coinvolgimento dal basso di cittadini, scuole, organizzazioni e istituzioni locali che collaborano per un futuro sostenibile – spiega il Team leader Leonardo Di Filippo -. La nostra sfida oggi è tradurre l’ambizione europea in azioni concrete sul territorio – perché la crisi climatica può solo essere superata insieme ai cittadini, con soluzioni su misura per regioni, città e quartieri".
A seguire, il climatologo Luca Mercalli, ambasciatore del Patto, proporrà una riflessione sul rapporto tra educazione e transizione climatica.
"La crisi climatica e ambientale sembra scomparsa dai radar della politica e dell'economia – spiega il climatologo Mercalli –: grave errore trascurarla, perché perderemmo la finestra di prevenzione degli scenari peggiori, che inesorabilmente va chiudendosi. Un'Europa innovatrice e autorevole, sostenibile ed energeticamente autosufficiente, indicherebbe invece la strada al resto del mondo".
Maria Chiara Pettenati, Dirigente di Ricerca INDIRE, introdurrà il tema del ruolo delle scuole nell’era dei "rischi globali".
"L'85% dei docenti europei ritiene cruciale l’educazione alla preparedness, ovvero alla preparazione a eventi sistemici e rischi di varia natura (ambientale, informatica, geopolitica) eppure quasi la metà delle scuole si dichiara impreparata. Partendo dai dati del Rapporto Eurydice 2025 su questo tema, che ci rappresentano una situazione europea molto eterogenea e direi ancora lontana da un approccio sistemico – spiega l’ambasciatrice Maria Chiara Pettenati -. Penso che sia importante allargare lo sguardo per affrontare un futuro pieno di shock. Oltre l'emergenza, vorrei riflettere sul modello 4P+T (Prevenire, Preparare, Proteggere, Promuovere, Trasformare) per fare dell'educazione un motore di reale resilienza trasformativa e di sviluppo sostenibile. Non un approccio all’emergenza, ma un movimento attivo per la trasformazione".
Il programma entrerà poi nel vivo con tre focus tematici: le scuole come spazi di protezione climatica aperti alla città, il loro ruolo nelle politiche locali di rigenerazione urbana e il potenziale delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali in ambito scolastico.
Tra i casi al centro del confronto, l’esperienza del Liceo Majorana di Desio, dove la rigenerazione di un parcheggio cittadino diventa occasione per sperimentare soluzioni basate sulla natura e nuove forme di collaborazione tra scuola e territorio.
L’appuntamento milanese si inserisce nel percorso del Patto Europeo per il Clima per avvicinare le strategie europee alle comunità locali, valorizzando il contributo di scuole, studenti e cittadini nella costruzione di città più resilienti, inclusive e sostenibili.
(Foto: stockwerkfotodesign | 123RF)