(Teleborsa) - L'UE si prepara ad alzare barriere commerciali nei confronti della Cina, per contrastare la concorrenza sleale, facendo un uso più ampio di dazi ed altre misure difensive del commercio, fra cui anche uno strumento di salvaguardia attivabile quando tutti gli altri non hanno avuto effetto. A chiedere un rafforzamento della protezione sono cinque Paesi europei, Francia e Italia in testa, assieme a Spagna, Olanda e Lituania.

In un documento informale congiunto, condiviso venerdì scorso con la Commissione europea e con gli altri Stati membri della UE, si esorta Bruxelles ad assumere misure contro le pratiche sleali, imporre dazi o usare altri strumenti utili a proteggere il commercio, ad esempio dazi diretti sulle imprese (attualmente i dazi non possono essere applicati ad una singola impresa, ma solo a determinati prodotti o economie di sbocco).

La richiesta di maggiore protezione commerciale è stata firmata dalle principali economie europee, eccetto la Germania, ed esorta la Commissione a "valutare più frequentemente l'opportunità di avviare indagini di salvaguardia" quando si verificano interruzioni in una certa filiera. Il documento - scrive Politico - si inserisce nell'ambito di una politica più "assertiva ed efficace" della UE nei confronti dell'interscambio con Pechino.

In realtà il documento non nomina esplicitamente la Cina, ma vi fa un chiaro riferimento, indicando che "alcuni dei principali partner commerciali dell'Unione europea stanno violando il quadro multilaterale, imponendo nuove barriere commerciali o contribuendo a una sovraccapacità industriale sistemica e strutturale".

Il commercio Cina-UE ha registrato una accelerazione negli ultimi dieci anni, con un tasso di crescita che ha superato ampiamente quello dell'interscambio con Stati Uniti e resto del mondo. La Cina è da sempre il principale paese di origine delle importazioni di merci dell'UE e, fra il 2015 e il 2022, il valore delle importazioni dalla Cina è duplicato da 296 miliardi di euro a un picco di 629 miliardi di euro, per poi assestarsi a 559 miliardi di euro nel 2025. Di conseguenza, il deficit commerciale dell'UE con la Cina in termini di merci si è attestato a 360 miliardi di euro nel 2025. Anche le esportazioni dell'UE verso la Cina sono cresciute ogni anno tra il 2015 e il 2022, ma l'interscambio è complessivamente in deficit.