(Teleborsa) - L'ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria relativo al mese di maggio 2026, pubblicato dalla BCE evidenzia che le prospettive di stabilità finanziaria dell'Area Euro sono influenzate dalle tensioni geoeconomiche e dalle interruzioni delle forniture energetiche, la cui gravità e durata rimangono incerte. In questo scenario - si segnala - è fondamentale preservare e rafforzare la resilienza del sistema finanziario, attraverso il mantenimento degli attuali requisiti di riserva di capitale ed altre misure per garantire la qualità dle credito. Non secondario il tema dell'unione dei risparmi e degli investimenti, che si rivela essenziale per sostenere la crescita e la competitività, salvaguardando al contempo la stabilità finanziaria.
"L'attuale shock dell'offerta di energia comporta rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica", ha ricordato il vicepresidente della BCE Luis de Guindos, spiegando che ciò "potrebbe accrescere la volatilità dei mercati e mettere a dura prova la capacità di servizio del debito, poiché i costi di finanziamento aumentano in un contesto di crescita economica più debole".
Il sistema finanziario globale e l'economia reale si erano dimostrati straordinariamente resilienti all'inizio del 2026, nonostante una serie di shock, ma la situazione è radicalmente cambiata dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente. Le tensioni geopolitiche sono poi amplificate dalla persistente incertezza sul commercio globale e sulla cooperazione internazionale. In questo complesso contesto geopolitico, sono in aumento anche i rischi per la sicurezza informatica e le minacce ibride alle infrastrutture critiche.
I mercati finanziari si stanno adattando alle tensioni geopolitiche e alle interruzioni dell'approvvigionamento energetico. Tuttavia, gli aggiustamenti iniziali dei mercati finanziari si sono rivelati di breve durata, lasciando le valutazioni azionarie ancora elevate rispetto agli standard storici. Allo stesso tempo, i premi di rischio delle obbligazioni societarie sono rimasti compressi a livello globale. Da tutto questo deriva un rischio concreto di deterioramento del sentiment dei mercati finanziari, mentre l'espansione fiscale in un contesto difficile potrebbe mettere ulteriormente a dura prova le finanze pubbliche di alcuni paesi fortemente indebitati.
Gli istituti finanziari non bancari si sono dimostrati in gran parte resilienti, ma devono affrontare i rischi derivanti da ampie recessioni di mercato. In particolare, la combinazione di basse riserve di liquidità, elevate valutazioni di portafoglio ed esposizioni concentrate nei loro bilanci aumenta il rischio di vendite forzate di attività che potrebbero amplificare le tensioni di mercato. Per questo il private market merita un attento monitoraggio a causa dei rischi di contagio, soprattutto provenienti dagli Stati Uniti.
Quanto alle banche, invece, hanno gestito bene i recenti periodi di incertezza, sostenute da una solida redditività e da ampi cuscinetti di capitale e liquidità. Tuttavia, l'importanza delle fonti di finanziamento non bancarie potrebbe esporle a rischi di liquidità e di finanziamento qualora le condizioni di mercato dovessero diventare volatili. A ciò si aggiunge il fatto che la qualità degli attivi bancari potrebbe deteriorarsi se le condizioni macrofinanziarie dovessero peggiorare in modo significativo a seguito della guerra in Medio Oriente, sebbene la loro esposizione diretta alla regione sia limitata e concentrata in poche banche. In particolare, uno shock prolungato potrebbe avere effetti di secondo ordine significativi.
Stabilità finanziaria, BCE vede "vulnerabilità" elevate per il contesto geopolitico
Fondamentale preservare e rafforzare la resilienza del sistema finanziario e realizzare l'unione dei risparmi e degli investimenti
27 maggio 2026 - 11.29