(Teleborsa) - Il mese di giugno parte debole per Wall Street, con l’incertezza sui negoziati tra USA e Iran e il prolungamento della chiusura dello Stretto Hormuz che spingono il prezzo del petrolio con il WTI in area 94 dollari (+7,6%).
Ieri gli Stati Uniti hanno detto di aver condotto "attacchi di autodifesa", mentre oggi il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha comunicato che le proprie forze aeree hanno risposto colpendo una base aerea utilizzata per gli attacchi Usa. Israele ha inoltre ordinato alle truppe di avanzare ulteriormente nel Libano nell’ambito della campagna contro Hezbollah, sostenuto da Teheran, aggravando le prospettive di de-escalation già in deterioramento.
Nel frattempo, l'attenzione degli investitori si sposta sul dato macro clou della settimana sul mercato del lavoro americano, con i tagli di posti di lavoro di Challenger, gli ADP, i Jolts e i Nonfarm Payrolls con il tasso di disoccupazione.
Sulle prime rilevazioni il Dow Jones si ferma a 50.985,04 punti (-0,1%); sulla stessa linea l'S&P-500, che rimane a 7.574,31 punti. Poco sotto la parità anche il Nasdaq 100 (-0,16%); come pure, consolida i livelli della vigilia l'S&P 100 (-0,14%).