(Teleborsa) - "L'offerta di UniCredit su Commerzbank rafforza la flessibilità strategica e operativa di UniCredit. Il raggiungimento di una quota in Commerzbank superiore al 29,99% detenuta da UniCredit prima del lancio dell'offerta, che richiede le approvazioni normative da parte delle autorità antitrust e bancarie tedesche ed europee, consentirebbe a UniCredit di gestire la partecipazione in modo proattivo con minori vincoli". Lo ha detto Angela Cruz, Executive Director, Financial Institutions di Scope Ratings, commentando gli ultimi aggiornamenti dell'operazione forniti dalla banca italiana.
UniCredit ha detto ieri di ritenere "conseguito" l'obiettivo fissato all'avvio dell'offerta di scambio (OPS) su Commerzbank , ovvero il superamento della soglia del 30%. Al netto del conferimento delle azioni all'OPS, la posizione aggregata relativa ai diritti di voto e agli strumenti finanziari collegati a diritti di voto in Commerzbank risulta pari a circa il 43,2%, composta da una partecipazione diretta del 26,8%, il 3,2% detenuto tramite strumenti con opzione di regolamento fisico e il 13,2% tramite strumenti regolati per cassa. Finora sono state conferite all'OPS azioni rappresentative di circa il 7,6% del capitale sociale di Commerzbank. Questo, in combinazione con la partecipazione diretta (26,8%), porta la partecipazione complessiva al 34,4%, che sale ulteriormente al 37,6% includendo gli strumenti a regolamento fisico (3,2%). Se si considera anche il 13,2% di strumenti regolati per cassa, la partecipazione aggregata supera il 50%.
"L'annuncio di ieri da parte di UniCredit sull'adesione registrata finora è in linea con lo scenario di base per i nostri rating A/ S-1 e l'outlook stabile, che presuppone che l'offerta determini probabilmente un aumento limitato della quota di UniCredit in Commerzbank", ha aggiunto l'analista di Scope.
"Nello specifico - ha sottolineato Cruz - l'outlook incorpora come scenario centrale il fatto che l'attuale offerta di UniCredit non porterà al controllo effettivo di Commerzbank e che sia quindi altrettanto improbabile che l'operazione abbia un impatto significativo sul profilo finanziario di UniCredit, in particolare sui suoi livelli di solvibilità di core".